Cortina: storia e sapori della Regina delle Dolomiti

Nella Valle d'Ampezzo, tra una discesa e l'altra, si scopre la cultura ladina e le sue più affascinanti tradizioni
©1TOMM/ISTOCK

Cortina d'Ampezzo e le Dolomiti


Pubblicato il 11/11/2015
Ultima modifica il 11/11/2015 alle ore 11:09

Inestimabile perla della provincia bellunese, la Valle d'Ampezzo è un trionfo di vette dolomitiche, paesaggi da sogno ed attrazioni per tutti i gusti, tra cui alcuni ottimi sapori ladini carichi di tradizione. Tra questi preziosi tesori della montagna veneta spicca su tutti la bellezza e la vivacità della località unanimemente considerata la Regina delle Dolomiti: la splendida Cortina d'Ampezzo.

IL TERRITORIO Adagiata in una conca dolomitica molto ampia, la Valle d'Ampezzo, proprio per questo chiamata spesso anche Conca d'Ampezzo, è una vallata ladina racchiusa tra il Cadore, la Val Pusteria e la Val Badia alla quale è collegata attraverso il Passo Falzarego e il Passo Valparola, tristemente noti per aver fatto da sfondo ad alcune sanguinose pagine della storia della Grande Guerra. E sono proprio le vicende belliche a fornire lo spunto per un interessante itinerario alla scoperta di questa zona della valle. Raggiungendo, infatti, il Forte Tre Sassi sul Passo Valparola si può visitare il Museo della Grande Guerra mentre camminando nei dintorni si scopre un complesso sistema di trincee e gallerie della Prima Guerra Mondiale. Proseguendo per il Passo Falzarego, in località Pocol, si potrà, invece, rendere omaggio alle spoglie dei caduti soffermandosi presso il sacrario militare dove sono custodite.

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Ma questi territori, dominati da alcune delle più spettacolari vette delle Dolomiti Patrimonio UNESCO, vantano una storia ben più lunga che inizia in epoca romana e che testimonia la presenza di un insediamento stabile almeno sin dal XII secolo. Non è un caso che, nel corso del tempo, la valle abbia conservato numerose antiche tracce del passaggio dell'uomo, ancora oggi ben visibili e visitabili, tra cui alcune bellissime chiese come quella della Madona della Difesa, quella di Sant'Antonio da Padova, quella di San Francesco e, naturalmente, la Basilica dei Santi Filippo e Giacomo nel centro di Cortina d'Ampezzo, la Regina delle Dolomiti. La definizione che è stata data alla splendida località ampezzana non è affatto un'esagerazione. Meta prediletta degli amanti degli sport invernali, che possono contare su ben tre comprensori (Faloria – Cristallo – Mietres, Tofane e Lagazuoi 5 Torri), Cortina vanta anche scenari naturali di una bellezza unica decantati, non a caso, anche da letterati del calibro di Montale ed Hemingway che non esitarono a definirla uno dei luoghi più belli del mondo. Che ci si diletti nel dedicarsi ad interessanti attività culturali o che si preferisca fare le ore piccole tra le atmosfere frizzanti dei locali più esclusivi, la cittadina saprà conquistare i favori di ogni tipologia di visitatore grazie anche ad una vivace vita notturna e ad interessanti musei come quello d'Arte Moderna Mario Rimoldi, quello Paleontologico Rinaldo Zardini e quello Etnografico regole d'Ampezzo, oltre al Planetario Nicolò Cusano e all'osservatorio astronomico sul Col Druscè che permettono di scoprire anche le bellezze celesti di questa magnifica vallata dolomitica.

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L'INGREDIENTE Profondamente permeata dell'affascinante cultura ladina, la valle ampezzana vanta anche una cucina ricca e gustosa che porta in tavola tutti profumi ed i sapori tipici della tradizione di queste genti. I Casunzei all'Ampezzana ne sono l'emblema. Questi ottimi ravioli di pasta all'uovo si distinguono per il colore intenso, conferito dal ripieno a base di barbabietole rosse, e dal gradevole sapore dolce. Rappresentano il piatto festivo per eccellenza e, sebbene siano indissolubilmente legati alla gastronomia ampezzana, non vantano una ricetta codificata, ma sono ancora oggi il prodotto della tradizione familiare di chi li prepara utilizzando le tecniche e gli ingredienti tramandati di generazione in generazione. Il nome stesso di questa pasta ripiena richiamerebbe proprio la loro natura “casalinga”, anche se c'è chi attribuisce la scelta del termine “casunzei” alla costante presenza del formaggio nella ricetta. Ogni famiglia vanta comunque la propria versione che spesso differisce per le verdure utilizzate per il ripieno, generalmente povere, che un tempo erano quelle coltivate negli orti di casa. E se c'è chi aggiunge le rape gialle, oggi di più difficile reperibilità, non manca chi, invece, si affida alle classiche patate, insaporendo, magari, la farcitura con della cipolla, con l'immancabile formaggio e con profumata noce moscata.

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LA RICETTA I Casunzei all'Ampezzana si preparano realizzando una pasta a base di uova, farina ed acqua che viene stesa a sfoglia sottile dalla quale si ricavano, poi, dei riquadri o dei cerchi di circa di 10 centimetri al centro dei quali si deve disporre un cucchiaio di ripieno. Per preparare la farcitura, generalmente, si lessano le barbabietole o le eventuali altre verdure le si fa saltare in padella con del burro o della cipolla, e le si condisce con il formaggio grattugiato (parmigiano o grana), un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Una volta schiacciato accuratamente il tutto, aiutandosi con del pangrattato per amalgamare, il ripieno potrà essere sistemato nei Casunzei che andranno ripiegati su stessi e lessati in acqua bollente salata, per poi essere serviti in tavola conditi con burro fuso, parmigiano o grana e semi di papavero.

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IL SEGRETO Esistono differenti versioni dei Casunzei, spesso legate alla stagionalità dei prodotti utilizzati per il ripieno. Se in inverno sono spesso preparati con le barbabietole rosse e le patate, in estate non è raro trovarne una variante “verde” preparata con gli spinaci selvatici spesso arricchiti con la ricotta. Oggi, inoltre, è sempre più frequente scovare interpretazioni più creative della ricetta come quelle realizzate con la zucca oppure con il radicchio.
 

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