Complicazioni da influenza È assalto al Pronto soccorso


Pubblicato il 19/01/2017

Il Pronto Soccorso dell’ospedale Sant’Andrea è preso d’assalto dai pazienti affetti da influenza stagionale. Da venerdì, riferiscono dall’Asl, si registra una media di 130 accessi giornalieri al reparto, contro i 100 registrati normalmente. Nell’80% dei casi si tratta di persone affette da polmonite o insufficienza respiratoria, per lo più anziani, nei quali l’influenza determina un aggravamento di patologie già esistenti. La situazione, nonostante il picco di queste settimane, è comunque sotto controllo, «grazie all’attività di filtro effettuata dal Dea - specificano dall’Azienda sanitaria - che non ha determinato un aumento della percentuale di ricoveri». 

 

Richieste ingiustificate

Come succede spesso in periodi di epidemia, le persone si rivolgono al Pronto Soccorso anche senza un giustificato motivo. «Da quando è arrivata l’influenza - spiega Pier Giorgio Fossale, presidente dell’Ordine dei medici della provincia - ho fatto ricoverare in ospedale solo una persona, affetta da polmonite. Quest’anno la malattia si presenta con forti dolori alla testa e gola, afonia, febbre alta, mal di pancia e vomito. E’ più lunga rispetto agli altri anni: l’influenza dura 10 giorni e lascia uno strascico di debolezza, la tosse fino a un mese. Ma su pazienti sani di 30, 40, 60 anni non succede nulla: bisogna armarsi di pazienza e di senso di responsabilità, stare a casa e usare antifebbrili, ma con moderazione. Mai abbattere la febbre». Andare al Pronto Soccorso senza motivo può essere addirittura rischioso, dicono i medici, perché il rischio di ammalarsi è maggiore. Il dottore di famiglia, in questo caso, gioca un ruolo fondamentale, perché conosce i trascorsi del paziente. Ma la mole di lavoro è altissima: «Un medico riceve in media 30-40 telefonate ogni mattina - continua Fossale - e segue circa 1200 pazienti. E’ diverso rispetto a quello che succede in ospedale, dove esiste una struttura organizzata: il medico è solo. Diamo a loro disposizione personale infermieristico, ambienti di lavoro e strumenti adatti: in questo modo crollerebbero i codici bianchi e verdi al Pronto Soccorso». In una situazione come questa, tra influenza e cadute dovute al ghiaccio, «i posti letto nel reparto di Medicina del Sant’Andrea sono esauriti, e l’Asl è stata costretta ad usare letti in spazi extra medicina. Bastava organizzarsi prima», conclude il presidente dei medici. [R. MAG.] 

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