Ultimatum del premier iracheno al Kurdistan: entro 72 ore aeroporti e confini bloccati

Al-Abadi chiede che Erbil ceda il controllo di scali e posti di frontiera. Nel referendum 93 per cento di sì all’indipendenza


Pubblicato il 26/09/2017
Ultima modifica il 26/09/2017 alle ore 19:28

Il premier iracheno Haider al-Abadi ha lanciato un durissimo ultimatum al governo del Kurdistan, il giorno dopo il referendum sull’indipendenza. Al-Abadi ha intimato alle autorità di Erbil di cedere al governo di Baghdad il controllo di «tutti gli aeroporti e dei posti di frontiera». Se il presidente curdo Massoud Barzani non cederà, entro «72 ore» tutti i voli internazionali da e per il Kurdistan saranno vietati, l’Iraq chiuderà il suo spazio aereo e chiederà ai Paesi vicini di fare altrettanto per isolare completamente il nascente Stato. 

 

Barzani per ora non ha risposto. Negli ambienti del Kdp, il partito del presidente, si ostenta tranquillità. Il referendum ha avuto un’affluenza del 78 per cento, in linea con le attese, mentre secondo dati ufficiosi i sì sarebbero al 93 per cento. Forte del consenso popolare il leader curdo deve ora negoziare una uscita ordinata del Kurdistan dall’Iraq ma le prime avvisaglie non sono positive. Anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato a minacciare i curdi, ha parlato di rischi di «guerra etnica» e chiesto a Barzani di «tornare sui suoi passi». 

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