L’artigiano di Milano che dà vita agli “uomini di legno” della Val Curone

Insieme al figlio Fabio, Gianni Canton trasforma un bastone di frassino in un personaggio con sembianze mitologiche di elfi e gnomi o personaggi reali: “La passione per il legno? Da bambino mi costruivo i giocattoli e da allora non ho mai smesso”

Gianni Canton, 78 anni, nel suo laboratorio artigiano di San Sebastiano Curone


Pubblicato il 01/10/2017
san sebastiano curone (alessandria)

I suoi «omini di legno» li ha sempre costruiti. Prima alla periferia della Milano anni ’60 e ora in Val Curone, terra dove è approdato per seguire il figlio Fabio che ha scelto di vivere a San Sebastiano dopo un’infanzia passata in villeggiatura da queste parti. Giovanni Canton è semplice come il suo biglietto da visita, scritto a mano per spiegare all’interlocutore che la sua è un’umile arte, che oggi attira l’interesse di tanti.  

 

Gianni e suo figlio Fabio realizzano «omini di legno»: con attrezzi semplici trasformano un bastone di frassino in un uomo con sembianze mitologiche (elfi o gnomi) o reali, sempre all’insegna di una semplicità solo apparente perché le loro opere sono curate nei minimi dettagli al pari dei bastoni in legno che Fabio ha sempre intarsiato prima di virare sul genere di cui è specialista il padre.  

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Il fil rouge della semplicità traspare anche dal laboratorio che Gianni ha realizzato sotto casa: pochi mobili, qualche strumento e una stanza che pare uscita dal secolo scorso nonostante lui nella vita abbia saputo imparare mille mestieri. «La passione per il legno? Da bambino i giocattoli me li costruivo così e da allora non ho mai smesso», spiega col suo accento di un milanese di 78 anni che ha nella moglie Maria Rosa il primo critico («I lavori migliori mi impedisce di venderli e abbiamo casa piena delle mie creature») e nel figlio Fabio l’erede designato al punto che si è costruito un laboratorio artigiano sotto casa.  

 

«Sono nato e cresciuto in periferia di Milano e da piccolo soldi ne circolavano pochi. Così ho imparato a lavorare il legno assieme a tanti altri mestieri», spiega Giovanni che la Val Curone l’ha scoperta per caso. «Prendevo il treno per lavorare e a Milano Centrale c’erano molti pavesi che mi decantavano queste zone: così, nei primi anni ’70 con mia moglie abbiamo scelto di portare i nostri figli in estate a San Sebastiano e quando Fabio ci ha detto che avrebbe voluto trasferirsi qui, lo abbiamo seguito».  

 

Il mestiere di Giovanni è una gioia per gli amanti del genere: «I miei omini li realizzo in mezza giornata: non solo personaggi di fantasia ma anche persone che svolgono mestieri attuali o estinti, oppure animali della tradizione montanara come mucche o pecore. Piacciono anche fuori provincia, il nostro principale cliente arriva da Varese».  

 

Con la pensione, la passione è diventata quasi un mestiere ma Giovanni non sente la fatica: «Potrei lavorare per intere giornate senza stancarmi ma i doveri famigliari mi costringono a dedicare solo le ore del mattino a questa passione». Un uomo, un artigiano di un’altra epoca che, forse inconsapevolmente, ridà vita a una sorta di presepe ideale fotografia delle tradizioni e della storia della valle.  

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