Gli Usa lasciano l’Unesco dopo l’ingresso della Palestina: “Pregiudizi anti-Israele”

AP

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, 71 anni


Pubblicato il 12/10/2017
Ultima modifica il 12/10/2017 alle ore 21:20
INVIATO A NEW YORK

Gli Stati Uniti hanno deciso di ritirarsi dall’Unesco, accusandola di avere pregiudizi contro Israele. Washington aveva già smesso di finanziare l’agenzia dell’Onu incaricata di promuovere istruzione, scienza e cultura nel 2011, dopo che aveva ammesso la Palestina come membro a pieno titolo, e a causa di questo aveva perso il diritto di voto nel 2013. La scelta dell’amministrazione Trump però approfondisce lo scontro, e viene interpretata come una critica dell’intero sistema onusiano. 

 

 

Gli Stati Uniti da sempre accusano il Palazzo di Vetro di avere un pregiudizio contro Israele, favorito anche dal fatto che il gruppo dei paesi membri musulmani è il più ampio all’interno dell’organizzazione. Questa frizione esiste in quasi tutti gli organismi dell’Onu, dall’Assemblea Generale al consiglio per i diritti umani. L’Unesco però è diventata il punto di scontro perché è andata oltre tutte le altre agenzie, accettando la richiesta della Palestina di essere ammessa come stato membro a tutti gli effetti, dopo che il leader dell’Autorità Abbas si era convinto che i negoziati di pace con Israele fossero finiti. L’amministrazione Obama aveva reagito congelando i finanziamenti all’agenzia basata a Parigi nel 2011, e due anni dopo gli Usa avevano perso il diritto di voto perché non pagavano più i contributi. Ora Trump vuole uscire dall’organizzazione, conservando però lo status di osservatore esterno. Il colpo al sistema onusiano è evidente, ma in continuità con l’amministrazione precedente. Il rischio è che uscendo dall’agenzia, Washington perda qualunque possibilità effettiva di influenzare il suo lavoro. 

 

La direttrice Irina Bokova, già candidata al posto di segretario generale dell’Onu, ha espresso il suo rammarico con un comunicato: «L’universalità è critica per la missione dell’Unesco di rafforzare la pace e la sicurezza internazionale davanti all’odio e la violenza, per difendere i diritti umani e la dignità». 

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