Prevenzione del cancro: aria e cibo fondamentali

Al via oggi a Modena convegno internazionale sul tema


Pubblicato il 19/10/2017
Ultima modifica il 19/10/2017 alle ore 14:37

La relazione con il cibo è soprattutto culturale e questo va ricordato quando si cercano strategie per intervenire sulle abitudini alimentari scorrette dei cittadini. «Se nei paesi cattolici del mediterraneo, la ritualità legata al cibo prevede una buona dose di convivialità e molta importanza viene attribuita alla tradizione, i paesi anglosassoni hanno con il cibo un rapporto più individuale e privato, dove ognuno ha la libertà di giudicare ciò che è buono per se stesso» spiega Pascale Hébel, direttrice del settore consumer e business di Crédoc, Centro francese di ricerca per lo studio e l’osservazione delle condizioni di vita. «Se in tale modello culturale protestante, l’alimentazione è subordinata alla salute, la tendenza a valutare anche gli aspetti salutari del cibo si sta diffondendo un po’ ovunque».  

 

La Hébel traccerà un quadro delle abitudini globali e delle prospettive future oggi a Modena intervenendo a «Direzione Prevenzione», congresso dedicato alla prevenzione in ambito oncologico e organizzato dall’Università di Modena e Reggio Emilia con il patrocinio di AIOM Associazione Italiana di Oncologia Medica. Una due giorni (oggi e domani) interamente dedicata ai vari aspetti della prevenzione, con focus su inquinamento del pianeta, alimentazione e globalizzazione, medicina integrata, informazione e dimensione femminile delle neoplasie.  

 

«Gli studi epidemiologici mostrano che la prevenzione debba essere intesa a tutto tondo: dall’aria che respiriamo, allo stile di vita che conduciamo, non solo per quanto riguarda quello di cui ci nutriamo» - ha spiegato il professore Giovanni Tazzioli, organizzatore del convegno insieme al professor David Khaya, presidente onorario dell’Istituto Nazionale Francese di tumori (INCa), e responsabile della Breast Unit dell’Azienda Ospedaliero Universitaria - Policlinico di Modena. «E’ dimostrato che alcuni accorgimenti nella qualità della nostra vita possono comportare una riduzione delle neoplasie». 

 

L’alimentazione e le abitudini di vita evolvono di continuo di pari passo con i cambiamenti economici, tecnologici e sociali. Oggi c’è una sempre maggior consapevolezza degli effetti dei propri comportamenti, del cibo, dell’aria e dell’acqua che consumiamo, sulla nostra salute e quella del pianeta. Prestando però particolare attenzione alle bufale e alle notizie false che possono trarre in inganno, altra tematica che verrà affrontata al congresso. Gli incontri, gratuiti e aperti a tutti, si terranno presso l’Aula Magna del Centro Servizi Didattici della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Unimore in via del Pozzo 71.  

 

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