Di Maio: “Alle elezioni puntiamo al 40%. Se non arriva cercheremo convergenze sui temi”

Il candidato premier del M5S: «Confronto con Renzi? Prima dicano chi è il candidato»
ANSA

Luigi Di Maio, 31 anni, nello studio di Fabio Fazio


Pubblicato il 12/11/2017
Ultima modifica il 13/11/2017 alle ore 08:53

«Hanno provato a fare una legge per creare un voto trabocchetto e questo dimostra la spudoratezza di questa classe politica ma noi, sono certo, possiamo rasentare il 40 per cento e gli rompiamo il giochetto della legge elettorale». Ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che fa, Luigi Di Maio spiega il progetti del M5S. «Se la sera delle elezioni saremo la prima forza politica ma non ci sarà la maggioranza diremo a tutti: non chiedeteci poltrone ma vediamo i temi. Se c’è convergenza sui temi si va dal presidente della Repubblica per fare il governo. Attualmente noi miriamo al 40 per cento, se non dovesse essere così cercheremo sui temi i presupposti».  

 

“Confronto con Renzi? Prima decidano chi loro premier”  

«Sono anni che chiedo confronti con gli altri e mi danno buca, per una volta che do buca io hanno aperto i telegiornali per giorni?ho chiesto un confronto con Renzi per avviare la campagna per le politiche con il candidato premier per le politiche, credevo andasse male per loro in Sicilia ma non credevo così male e che il centrosinistra mettesse in discussione il ruolo di candidato premier. Il centrosinistra risolva i proprio problemi interni e dica chi è il candidato premier e io lo affronterò». 

 

 

“Premier troppo giovane? Non conta età ma fare squadra”  

«Non conta l’età, finora ha fallito da premier chi ha pensato di farlo da solo e per questo conoscerete i nomi dei ministri prima delle elezioni, governare è complesso ma spesso con la scusa della complessità si resta nell’immobilismo».  

 

“Io come Andreotti? Pensavano azzannassi deputati”  

«Io simile a Andreotti? Tutti pensavano, quando sono stato eletto vicepresidente della Camera, che avrei lanciato libri e azzannato deputati e quindi ora sembro Andreotti ma M5s non è un movimento che aggredisce, abbiamo portato avanti il rispetto per le istituzioni». E ancora: «Io simile a Andreotti? Tutti pensavano, quando sono stato eletto vicepresidente della Camera, che avrei lanciato libri e azzannato deputati e quindi ora sembro Andreotti ma M5s non è un movimento che aggredisce, abbiamo portato avanti il rispetto per le istituzioni».  

 

“A Washington per raccontare che non siamo pericolosi”  

«Avrò vari incontri sia al dipartimento di Stato sia al congresso, voglio andare a raccontare che cose è il primo movimento in Europa, siamo stati demonizzati in questi anni e si è pensato che siamo un pericolo mentre io voglio raccontare chi siamo, che cosa vogliamo fare. E poi voglio andare a vedere imprese nate da finanziamenti pubblici come Tesla perché è ora che anche in Italia si investa nell’impresa». 

 

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