La ferrovia “maglia nera” divisa fra due regioni: i guai dei pendolari della Acqui-Ovada-Genova

La linea è gestita dalla Liguria ma è al Piemonte, regione da cui proviene la maggior parte dell’utenza, che i pendolari alessandrini adesso chiedono aiuto per migliorare il servizio
ANSA


Pubblicato il 13/11/2017
acqui terme

La loro linea è gestita dalla Liguria ma è al Piemonte, regione da cui proviene la maggior parte dell’utenza, che i pendolari della Acqui-Ovada-Genova chiedono aiuto per migliorare il servizio e le condizioni di viaggio su una tratta che ogni anno Legambiente, nel suo rapporto «Pendolaria», inserisce nell’elenco delle peggiori d’Italia. L’occasione concreta per strappare a Torino l’impegno a fare la propria parte nella tutela dei diritti dei «suoi» viaggiatori, arriverà oggi pomeriggio nell’incontro convocato ad Acqui Terme con l’assessore regionale ai Trasporti, Francesco Balocco: il comitato Difesa trasporti Valli Stura e Orba, portavoce dei pendolari, e i sindaci della zona (27 quelli che hanno stretto la collaborazione con il comitato, tra cui Acqui e Ovada) sembra metteranno piatto la richiesta di risorse per aumentare i treni in circolazione sulla linea, con almeno due coppie in più al giorno. 

 

Fra i problemi principali della tratta c’è infatti l’esiguità del servizio, con appena 13 coppie di treni (andata e ritorno) nell’arco della giornata in settimana, che scendono al sabato, di fatto considerato un festivo, e alla domenica. Un numero insufficiente a coprire l’arco della giornata, se si pensa che la Liguria ha introdotto da anni il cadenzamento orario, con corse in partenza ogni ora sempre allo stesso minuto. «Forse vale per le altre linee, per la nostra no e i numeri parlano da soli. Anzi, con l’introduzione di questo sistema abbiamo perso delle corse nelle fasce di punta» hanno sempre recriminato i pendolari. 

 

Nonostante le richieste, l’assessore ligure ai Trasporti, Giovanni Berrino, ha sempre chiarito di non avere abbastanza soldi per aumentare il numero di treni. Per questo, ora, si vuole rivolgersi al Piemonte, considerato che sono centinaia gli utenti della regione che usano la linea per raggiungere Genova. Perché non può essere Torino a sostenere i costi di un paio di corse in più sulla linea, magari chiedendo alla Liguria di fare altrettanto su direttrici di valico verso la Riviera di cui, al momento, è il Piemonte a farsi carico per intero? Oggi se ne discuterà con l’assessore Balocco, nella speranza che anche l’omologo Berrino, che più volte si è detto disponibile al confronto, partecipi al faccia a faccia.  

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