Saluto fascista dopo il gol, sfregio a Marzabotto

Un giocatore mostra sulla maglietta i simboli della Repubblica di Salò in una partita di seconda categoria
ANSA

Il saluto romano in campo


Pubblicato il 13/11/2017
Ultima modifica il 13/11/2017 alle ore 20:14

Nel paese ferito dalla strage nazifascista, l’omaggio della vergogna alla Repubblica di Salò. Al termine della gara giocata ieri (domenica 12 novembre) tra il Marzabotto - padrone di casa - e il Futa 65, per il campionato della seconda categoria dilettanti, un giocatore del Futa «si è diretto verso il pubblico sugli spalti togliendosi la maglietta sportiva e sfoggiandone una nera con in bella vista l’Aquila fascista». A segnalare il fatto, in una nota, è il presidente del comitato regionale onoranze ai caduti di Marzabotto, Valter Cardi secondo cui «ancora una volta Marzabotto si vede costretto a subire una ennesima inaccettabile offesa durante una partita di calcio». 

 

A giudizio di Cardi, si tratta di un «atto gravissimo e chiaramente aggravato dalla premeditazione, preoccupante al pari dell’atteggiamento dell’arbitro, il quale non ha preso nessun provvedimento! Non è accettabile che nello sport vi siano queste esibizioni che non sono altro che apologia di fascismo e quindi un reato perseguibile dalle leggi vigenti».  

Dopo il caso degli ultras della Lazio e con la foto di Anna Frank con la maglietta della Roma, il calcio torna quindi al centro delle polemiche. Il giocatore è stato sospeso e multato. La società si è scusata, ma le reazioni non si sono fatte attendere. 

 

Il ministro dello sport Luca Lotti parla di gesto «inaccettabile, che non va sottovalutato ma condannato con fermezza. Non bisogna mai abbassare la guardia». Il sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, sostiene che il gesto sia un atto premeditato e intollerabile e sporgerà denuncia per apologia di fascismo. Il commento di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna: «Propongo che venga obbligato a visitare il Sacrario dove sono stati riuniti i resti delle centinaia di civili inermi trucidati, tra cui tanti bambini, in quella che è una delle più efferate stragi nazi-fasciste, e uno dei campi di concentramento nazisti nei quali tuttora si mantiene viva la tragedia e la Memoria dell’Olocausto. Mescolare il gesto di esultanza in una partita di calcio con l’esaltazione del regime fascista è inaccettabile e quel ragazzo dovrebbe vergognarsi». 

«Le autorità sportive deferiscano il calciatore che ha mostrato maglietta con aquila fascista proprio nello stadio di un Comune medaglia d’oro della Resistenza. Un insulto alla memoria di Marzabotto non è tollerabile. La politica riconosca l’emergenza che è in atto: serve l’approvazione della legge Fiano». Lo dichiara la senatrice Pd Francesca Puglisi.  

 

 

home

home

I più letti del giorno

I più letti del giorno