I fossili Unesco di Monte San Giorgio

Tra la provincia di Varese e il Canton Ticino Monte San Giorgio è famoso per i fossili risalenti ad oltre 200milioni di anni fa
© MCSN

Tintorina, reperto di Monte San Giorgio


Pubblicato il 13/11/2017
Ultima modifica il 13/11/2017 alle ore 10:00

E’ uno dei più importanti giacimenti fossiliferi del Triassico Medio al mondo e i suoi ritrovamenti risalgono ad un’epoca geologica compresa tra 247 e 237 milioni di anni: è il Monte San Giorgio e si trova tra Italia e Svizzera. Il suo versante italiano è stato inserito tra i Siti Unesco nel 2010, mentre quello svizzero lo era già dal 2003. La montagna in provincia di Varese ha visto i primi scavi a metà Ottocento, durante i quali paleontologi sia italiani che svizzeri portarono alla luce fossili di oltre 200 milioni di anni. La loro particolarità era l’eccezionale stato di conservazione in cui sono stati trovati. Grazie ai fossili di Monte San Giorgio si è potuto studiare come le forme di vita dello stesso ambiente si siano evolute nell’arco di diverse ere.

Le straordinarie scoperte di Monte San Giorgio Dei reperti sono stati estratti oltre 20 mila fossili, di cui si contano circa 25 specie di rettili, 50 specie di pesci, oltre 100 di invertebrati oltre a varie specie di vegetali: si possono ammirare presso i Musei di Meride e Besano, dove è stato istituito anche un sentiero geo paleontologico che conduce appassionati e semplici curiosi alla visita dei vari scali. I rettili rappresentano la fauna più spettacolare del Monte San Giorgio e contano per lo più specie marine, con diversi gradi di adattamento alla vita acquatica. Tra queste spiccano gli eosaurotterigi che presentano caratteristici arti a forma “di pagaia”. Tra i rettili meglio adattati alla vita in mare figurano gli ittiosauri, dotati di un lungo rostro, di una pinna caudale verticale e di arti trasformati in vere e proprie pinne.

Molto singolare era il Tanystropheus, un protorosauro che poteva raggiungere i cinque metri di lunghezza grazie al collo particolarmente lungo. Nel 1998 i ricercatori dell’Università di Milano fecero una straordinaria scoperta: un insetto fossile appartenente al gruppo degli Efemerotteri. Chiamata Tintorina, è comunemente nota come la “zanzara” del Monte San Giorgio e si tratta del primo ritrovamento di questo gruppo di organismi. Nei giacimenti marini del Monte San Giorgio sono stati scoperti anche frammenti di piante terrestri  che comprendono vari rametti, foglie, coni. I maggiori giacimenti si trovano soprattutto nella parte centrale della serie stratigrafica, all’interno delle rocce sedimentarie carbonatiche di origine marina, calcari e dolomie, che si sono formate durante il periodo Triassico. Finora sono stati individuati almeno cinque livelli particolarmente ricchi di fossili.

 

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