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Economia
ANSA
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 14/11/2017.
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Alitalia, i commissari avvertono. Non si vende sotto i 400 milioni

Il prezzo minimo per la vendita del settore volo di Alitalia è di 400 milioni di euro. Per i tre commissari scendere sotto a questa cifra non sarebbe un buon affare. È anche di questo che Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari parleranno con i pretendenti nel corso dei prossimi dieci giorni in diversi incontri. Il loro messaggio sarà che le offerte arrivate sottovalutano le potenzialità della compagnia e possono essere migliorate ancora. 

 

Finora la proposta più importante è quella di Lufthansa, ma è comunque deludente. I tedeschi - secondo quanto riporta il Messaggero - avrebbero però rilanciato mettendo sul tavolo 250 milioni per la flotta, le rotte più redditizie e la manutenzione, lasciando a casa duemila lavoratori sugli ottomila del settore «aviation». Questa proposta però non sarebbe ancora arrivata sul tavolo dei commissari. Qualora fosse formalizzata, spiegano fonti vicine alla terna, verrebbe considerata un’ottima base di partenza per trattare. Sugli esuberi infatti i commissari non puntano a ottenere di meglio. Ma è da rivedere la cifra, perché 250 milioni sono ancora troppo pochi, la forbice accettabile è tra 400 e 600 milioni di euro. 

 

Quella di Lufthansa è una delle sette offerte arrivate circa un mese fa, di fatto per ora è l’unica credibile per il settore volo (flotta, aerei, manutenzione), la parte di maggior valore della compagnia. A seguire c’è poi la proposta di Easyjet, che nei giorni scorsi ha avuto un incontro con il ministro Carlo Calenda, il quale in settimana potrebbe vedere anche i vertici di Lufthansa. L’offerta della «low cost» non è di certo importante quanto quella dei tedeschi, ma Easyjet potrebbe allearsi nelle prossime settimane con un partner di lungo raggio, come Etihad, e creare un consorzio competitivo. A quel punto la partita potrebbe cambiare. 

 

Delle altre cinque offerte, due sono state scartate perché non conformi al bando, una di un soggetto non qualificato, l’altra di una «low cost» ungherese. Le altre tre invece riguardano l’handling, che vale tra i 20 e i 50 milioni, e arrivano dalle aziende Alisud, Airport Service e Airport Handling. Quest’ultima, partecipata dagli emiri, sarebbe in prima fila per rilevare la parte che si occupa dell’assistenza a terra. Gli esuberi, su tremila lavoratori, potrebbero essere mille. 

 

C’è però un altro soggetto sullo sfondo, il fondo di investimento Cerberus, l’unico a voler rilevare tutta la compagnia. La scorsa settimana Gubitosi, particolarmente interessato all’offerta, è stato a New York per un incontro. La trattativa è però in salita, viste alcune richieste avanzate, tra cui una partecipazione pubblica. Cerberus non ha comunque ancora formalizzato nulla e lo farà dopo le elezioni, quando la situazione politica potrebbe essere più favorevole. Il fatto comunque che resti in partita è fondamentale per la terna, che può usare il fondo come arma negoziale con i tedeschi. Ci sarebbe però una divergenza di visione, raccontano più fonti, tra Gubitosi e Laghi su come condurre i prossimi mesi: il primo vorrebbe prolungare il commissariamento e gestire ancora l’azienda, mentre il secondo preferirebbe chiudere la procedura nei termini previsti dal bando. 

 

nicola lillo
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