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Economia
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 14/11/2017.
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I silenzi di Bankitalia sul bond a rischio

Il 2 ottobre del 2009, la Consob scrive a Bankitalia. Deve approvare il prospetto di un’operazione che la Popolare di Vicenza si appresta a lanciare: lo scambio tra due bond convertibili venduti ampiamente alla clientela retail, uno con scadenza 2015 e l’altro con scadenza 2016. La risposta di Bankitalia non segnala criticità. Senonché il 18 settembre precedente, la Vigilanza consegnava la sua relazione finale e, nella nota per il governatore, segnalava proprio quel prestito convertibile in scadenza al 2015 (ma la cui conversione facoltativa scattava nel 2010) come a rischio di mancata conversione nel caso che la Vicenza avesse allineato il prezzo delle sua azioni a valori più consoni. È la nota che segnala a Mario Draghi, allora governatore, le criticità della Popolare guidata da Gianni Zonin. La richiesta di Consob rimasta di Consob, come detto, è del 2 ottobre. Consob richiede di conoscere «ogni elemento che venga ritenuto utile ai fini dell’istruttoria (per autorizzare il prospetto informativo, ndr.) e segnalare eventuali profili di criticità in relazione all'operazione considerata, ovvero una offerta pubblica di scambio tra i due bond.  

 

A quel punto la Vigilanza conosceva benissimo la situazione aggiornata della Popolare e le specifiche criticità di quel prestito. Ciò nonostante, non le segnala alla Consob. Era un’informazione meritevole di comparire nei prospetti informativi? Decisamente sì, secondo i commissari che stanno esaminando le carte depositate dalle due autorità. Di certo dimostrano in maniera lampante che il flusso delle informazioni tra Bankitalia e Consob non ha proprio funzionato. È una delle poche certezze raggiunte finora dalla commissione sulle banche. 

 

Anche perché durante le sue audizioni il capo della Vigilanza di Bankitalia, Carmelo Barbagallo, ha sostenuto che la prima richiesta di informazioni della Consob su Vicenza arrivò in via Nazionale solo nel 2013. Le due relazioni ispettive del 2008 e del 2009 stanno assumendo un ruolo centrale nei lavori della commissione.  

 

Fin dal 2008 infatti la Vigilanza di Bankitalia aveva ben chiara la situazione della banca. Segnalava il ruolo invasivo del presidente Zonin, la gestione del credito basata più sulla conoscenza personale che sul merito creditizio, le lacune organizzative e di governance dell’istituto. La Vicenza in quel periodo ha anche seri problemi di liquidità e dopo l'ispezione del 2008, la più dura dovrà rinunciare a una serie si acquisizioni già annunciate. Per scoprire la pratica delle operazioni baciate sarà necessario aspettare fino al 2015. Quando ormai sarà troppo tardi. 

 

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