Bocciato l’emendamento Borioli al Codice degli appalti: a migliaia rischiano il posto in tutta Italia La protesta davanti alla prefettura - Il video su Facebook

Non c’è probabilmente più margine per risolvere la questione: solo in Piemonte - soprattutto nell’Alessandrino - sono centinaia i lavoratori che potrebbero essere licenziati

A niente sono false le proteste e gli scioperi del settore edile


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 17:23
alessandria

«È stato un errore grave la bocciatura dell’emendamento al Decreto fiscale con il quale si portava a 60/40, per i concessionari autostradali, il rapporto tra gli affidamenti di lavori con procedura di gara e quelli diretti.  

 

 

Un errore che rischiano di pagare i lavoratori, alcune migliaia di persone in tutta Italia (almeno 3000), più di mille solo in Piemonte». È quanto afferma il senatore del Partito democratico Daniele Borioli

 

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“La decisione di presentare, a mia prima firma, l’emendamento bocciato in Commissione - sottolinea Borioli - era sorta nel tentativo di garantire un percorso più graduale, in grado di tutelare in questo passaggio l’occupazione nel settore, del pur sacrosanto principio di trasparenza introdotto dal nuovo codice degli appalti. Questa conclusione, che non so se ci siano i margini per rivedere, era stata peraltro condivisa da tutti i colleghi Pd della Commissione, a cominciare da Stefano Esposito, che del codice è stato relatore». 

 

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«Questa vicenda è resa peraltro ancor più amara e paradossale dal fatto che la mia proposta era scaturita dopo una serie di agitazioni sindacali, e successivamente alle aperture tanto del Ministero dei Lavori Pubblici quanto del Ministero dello Sviluppo Economico alle richieste dei lavoratori. In questo modo, in un Paese che certo non ne ha bisogno, si rischia di aggiungere un’ulteriore problema sociale e occupazionale al già pesante fardello che ostacola la ripartenza del Paese», conclude l’esponente Pd. 

 

SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA  

Le tre segreterie regionali piemontesi, di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, hanno proclamato lo stato di agitazione permanente per i lavoratori edili di tutte le concessionarie autostradali piemontesi. Nell’attesa di forme di mobilitazione che si annunciano dure e immediate. A d Alessandria presidio di lavoratori oggi alle 16,30 davanti alla prefettura e incontro con il rappresentante territoriale del governo «Prendiamo atto con profondo rammarico - dicono Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil -, che il governo, dopo averci detto – tramite i due ministeri Mit e Mise – di ritenere percorribile l’emendamento Borioli/Esposito, che rappresentava la soluzione al problema dei lavoratori, poi però, nel passaggio tra le parole e i fatti, ha proceduto al contrario, condannando tremila lavoratori edili, di cui, mille nel solo Piemonte a licenziamento certo. Siamo amareggiati, e parecchio arrabbiati, perché l’emendamento Borioli/Esposito, non solo era giusto, ma soprattutto, rappresentava una strada percorribile perché chiedeva anche in Italia l’applicazione della normativa europea in materia. Per noi, la salvezza dei posti di lavoro è prioritaria, la battaglia non è ancora finita, non consentiremo si faccia macelleria sociale». 

 

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