Reperti romani, caso risolto: l’antico tesoro tornerà a Gattinara dopo la mostra di Torino

Positivo l’incontro fra il sindaco Baglione e la Soprintendenza

La mostra al museo dell’antichità di Torino che ha scoperchiato il caso dei reperti misteriosi


Pubblicato il 14/11/2017
gattinara

Torneranno a Gattinara, dove resteranno esposti, i reperti archeologici trovati in città. Dopo aver scoperto che alla mostra «Prima del Bottone. Accessori ed ornamenti del vestiario nell’antichità», in corso al Museo di Antichità di Torino, sono stati esposti diversi reperti archeologici rinvenuti a Gattinara, nell’ambito dei lavori per la realizzazione del metanodotto Vercelli-Romagnano Sesia, è iniziato il dialogo. Il sindaco Daniele Baglione ha incontrato i responsabili degli scavi, per chiedere le motivazioni dell’assoluto riserbo tenuto dalla Soprintendenza e per avviare una collaborazione tra i vari enti che possa portare alla valorizzazione del tesoro ritrovato nella città del vino. 

 

«Gli studiosi - dice Baglione - mi hanno confermato che si è trattato di una scoperta del tutto casuale che si è mantenuta riservata per evitare che privati senza scrupoli potessero depredare il sito, come già accaduto in altri casi simili al nostro». L’intero sito è stato indagato nella sua interezza, individuando 76 sepolture del IV e V secolo Avanti Cristo entro fossa in terra. Motivo per cui le tombe erano molto danneggiate. Dalle sepolture, però, è emerso un ricco corredo metallico (con anche materiali in ceramica, ferro e argento) costituito da orecchini, bracciali, ferma-trecce e altri oggetti simili.  

 

«L’incontro - aggiunge Baglione - è stato molto proficuo, al di là di come si sia arrivati al ritrovamento e al restauro dei beni, abbiamo parlato della volontà di valorizzare al meglio per Gattinara questa scoperta fatta sul nostro territorio. Come sempre in questi casi la collaborazione tra enti è la via maestra». Durante la riunione sono state poste le basi per portare in città «non solo un ciclo di conferenze dedicato, ma anche e soprattutto portare qui i reperti restaurati e poterli esporre alla vista di tutti. Già dunque in tarda primavera o inizio estate - spiega il sindaco - potremo ammirare anche a Gattinara quanto recentemente rinvenuto nel nostro territorio e approfondire la conoscenza del nostro passato».  

 

Le sepolture erano a una profondità di circa 30-40 centimetri sotto terra e il ritrovamento ha consentito di ampliare la conoscenza della cultura golasecchiana (dall’omonima località presso il Ticino, dove avvennero i primi ritrovamenti agli inizi del 19°secolo), in particolare con riferimento proprio ai corredi in metallo e al loro uso. 

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