Flop Italia, Albertini e Tommasi: “Bisogna avere il coraggio di cambiare”

L’ex bandiera del Milan vedrebbe bene Ancelotti alla guida degli azzurri: «Il ct deve avere esperienza»
ANSA

Il direttore generale Aic, Gianni Grazioli, il presidente dell’Assocalciatori, Damiano Tommasi, e Demetrio Albertini, alla presentazione dell’edizione 2017 del ’Gran Gala del Calcio Aic’


Pubblicato il 14/11/2017
Ultima modifica il 14/11/2017 alle ore 17:05
milano

Demetrio Albertini e Damiano Tommasi, presidente dell’associazione calciatori, all’indomani dell’eliminazione dell’Italia dal Mondiale 2018 per mano della Svezia, ribadiscono le proprie idee su come l’Italia del calcio dovrebbe ripartire. C’è necessità di un progetto, ci vogliono le seconde squadre, si deve avere il coraggio di guardarsi dentro e ripartire.  

 

Non sono pensieri nuovi. Albertini già da vicepresidente federale nel 2010, insisteva sui suddetti temi. «Al momento sono fuori da tutto e sto facendo il mio percorso, ma ci dovesse essere l’opportunità di condividere con le componenti del calcio per riattivare il movimento del calcio, certamente. Non sto parlando di ruolo, ma della forma», dice l’ex giocatore del Milan, che si vedrebbe più in veste di collaboratore, durante la conferenza stampa di presentazione del Gran Galà del Calcio dell’AIC in programma il 27 novembre a Milano. «Oggi giudicare l’operato di qualcuno penso sia troppo facile. Credo sia arrivato il momento di capire le cause e avere il coraggio di cambiare, e lo dico da esterno», aggiunge Albertini, che prosegue sottolineando che ci vorrebbe «un progetto importante» sommato ad altre cose, in particolare servono «le seconde squadre e un percorso condiviso da tutte le componenti», ma al momento «è impossibile».  

 

Albertini, infine, con la premessa che «il problema dell’Italia non è nella scelta di un nuovo commissario tecnico», vedrebbe bene alla guida degli Azzurri Carlo Ancelotti, «perché – spiega l’ex dirigente Figc - quando rifletti su un nuovo ct pensi a qualcuno con esperienza». Sulla stessa linea di Albertini c’è Damiano Tommasi, che domani sarà a Roma per la riunione in Figc ma «ascolterò solo cosa sarà detto», rimarca il numero uno dell’Aic. Il nodo per Tommasi è: «Fare un passo indietro, ci vuole una presa di coscienza, ma non ci siamo ancora arrivati. Il ct? E’ l’ultimo dei problemi, non è un tema, è una virgola… Serve una continuità di progetto anche con le società. Il succo di tutto è un progetto sportivo, che non è casualità. Ci deve essere una visione comune delle componenti, su questo, però, sono dubbioso».  

 

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