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Esteri
REUTERS
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 15/11/2017.
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May contro Putin: “Basta fake news. Mosca non destabilizzerà l’Occidente”

La premier accusa il Cremlino per i cyberattacchi: ha militarizzato l’informazione. Chiuso un account Twitter gestito da “troll” russi. E si indaga sulle interferenze nella Brexit

«Ho un semplice messaggio per la Russia: so quello che state facendo e non ci riuscirete». Parole e toni che ricordano la Guerra Fredda, invece a parlare è Theresa May, appena l’altro ieri. La premier britannica ha accusato Mosca di aver «militarizzato l’informazione», divulgando fake news allo scopo di seminare discordia tra le democrazie occidentali e indebolire le loro istituzioni. In altre parole, ha detto, di «minacciare l’ordine globale da cui tutti dipendiamo». 

 

L’attacco frontale, durissimo, di May a Putin arriva con perfetto tempismo. È di ieri la notizia che una delle foto più diffuse sui social dopo l’attacco terroristico a Westminster nel marzo scorso è falsa. La foto ritraeva una donna musulmana, la testa coperta da l’hijab, che camminava accanto a una delle vittime di Khalid Masood, apparentemente indifferente e intenta a guardare il telefonino. «La donna musulmana non presta alcuna attenzione all’attacco terroristico», si leggeva nel post, con l’hashtag #BanIslam, vietare l’Islam. Ebbene secondo l’«Independent» la foto sarebbe stata postata da un profilo, di nome @SouthLoneStar, che si è rivelato falso. L’account, che nel frattempo è stato chiuso da Twitter, sarebbe uno dei 2700 «troll» gestiti da russi che sono stati identificati dalla commissione d’intelligence del Congresso Usa. 

 

May non ha fatto riferimento diretto alla foto, ma ha attaccato l’uso di informazione distorta per fare propaganda e influenzare i processi democratici dei Paesi occidentali. Ha accusato il Cremlino di aver montato una campagna di cyber-spionaggio, aver «hackerato» il ministero della Difesa danese e il Parlamento tedesco, e aver «schierato i media di stato per impiantare notizie false e fotografie truccate». 

 

La premier britannica ha tenuto un discorso alla Guildhall, l’antica sede del municipio di Londra, in occasione del tradizionale banchetto del Lord Mayor, ricevendo applausi. Ha condannato l’aggressione in Crimea («la prima volta dalla Seconda guerra mondiale che un Paese sovrano ha preso di forza il territorio di un altro Paese», ha ricordato), accusato Mosca di aver fomentato la rivolta in Ucraina e di aver ripetutamente violato lo spazio aereo di Paesi europei. 

 

Le sue parole segnano un inasprimento della strategia «binaria» di Londra, che prevede il coinvolgimento di Mosca quando possibile, ma anche un atteggiamento di prudenza e attenzione. E sono in netto contrasto con le rassicurazioni date qualche giorno fa da Trump in merito alle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali americane. «Mi ha detto di non aver interferito», aveva detto il presidente Usa dopo un breve incontro con Putin a margine di un vertice in Asia. «Quando me lo dice io gli credo, si vede che lo dice seriamente». Un portavoce della May ha specificato ieri che non si hanno prove che Mosca sia riuscita nell’intento di interferire nelle elezioni britanniche, definendo il sistema elettorale del Regno come uno dei più robusti al mondo. E da Mosca sono arrivate le ennesime smentite. 

 

Intanto Londra prepara le contromisure. La Commissione Elettorale sta indagando su presunte interferenze nel referendum sulla Brexit, e un deputato, Damian Collins, ha chiesto di vedere tutti i post della «fabbrica di troll» russa relativi a voti recenti nel Paese. Il ministro degli Esteri Boris Johnson andrà in visita ufficiale in Russia il mese prossimo. May ha promesso, per il dopo Brexit, di mantenere la cooperazione con gli alleati europei e Nato su sicurezza e difesa, anche in chiave anti-russa. «Non vogliamo tornare alla Guerra Fredda», ha detto. «Ma agiremo collettivamente per difendere i nostri interessi». 

 

alessandra rizzo
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