Il Consiglio regionale dice no a Chiamparino: “La legge sulle slot machine non si cambia”

Il Piemonte ha approvato una propria norma più restrittiva di quella nazionale


Pubblicato il 16/11/2017
Ultima modifica il 17/11/2017 alle ore 16:05
torino

“No”. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Lascaris ha respinto la richiesta del presidente della Giunta, Sergio Chiamparino, di trovare una via d’uscita nel quale sembra essersi infilato il Piemonte con la sua legge contro la ludopatia che da lunedì, quando entreraà in vigore, prevede, in buona sostanza, che il 98% delle slot e videolottery torinesi e piemontesi vengano spente perché la loro collocazione viola le nuove disposizioni di legge: mai a meno di 500 metri da luoghi cosiddetti sensibili, vale a dire scuole, ospedali, e così via.  

 

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Chiamparino non è contrario alla legge piemontese che ha voluto anche il Pd, il suo partito la cui proposta, nel 2016, venne integrata da quella di Mns e dei Comuni, ma ha fatto proprio l’allarme lanciato dal sottosegretario Baretta che, giusto l’altroieri, ha paventato un possibile danno erariale a carico della Regione per i mancati incassi dei gestori di slot machine e chiedendo, come chiede il Governo, di rinviare l’entrata in vigore della legge per uniformarla a quella Statale il cui decreto attuativo è atteso ma non ancora emanato. 

 

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Una richiesta che ha scatenato le ire di alleati come Sinistra Italiana (“Chiamparino ha ceduto al ricatto di Baretta, il governo faccia le sue mosse e poi vedremo” dice il capogruppo Grimaldi) e dell’opposizione del M5s che ha colto al volto l’occasione per infilzare il principale avversario politico: “La legge non si tocca”. Per non parlare di Mdp il cui capogruppo Ottria è stato tra i più duri a stigmatizzare la mossa chiampariniana. Una possibile via d’uscita, la indica il Pd che si dice pronto ad appoggiare una legge, unico strumento valido per adeguarsi alle indicazioni nazionali. Il fatto è che da oggi a lunedì non c’è il tempo materiale per varare una legge che, per altro, sembra non volerla la maggior parte dei consiglieri regionali. E lunedì, implacabile, entrerà in vigore la legge ammazza-slot machine.  

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