Nba, Boston subisce la riscossa di Miami e cade dopo 16 vittorie

AP


Pubblicato il 23/11/2017
Ultima modifica il 24/11/2017 alle ore 11:37

La notte dei grandi numeri ha generato la caduta delle squadre leader delle due conference. Così la ribalta per il camerunese Luc Mbah-a-Moute - ala di Houston che contro Denver ha giocato 26 minuti nei quali il suo parziale in campo è stato di +57 - è passata sotto silenzio rispetto alla sconfitta di Golden State a Oklahoma City (108-91) dove i Big Three Westbrook-Anthony-George hanno realizzato 76 punti, contro i soli 54 dell’ex di turno Durant, Curry e Thompson.  

 

Ma l’impresa è stata quella dei Miami Heat, che hanno fermato Boston 104-98 interrompendo la sequenza di 16 vittorie consecutive dei Celtics. “Prima o poi doveva finire, guardiamo avanti” ha minimizzato Kyrie Irving, uscito particolarmente sconfitto dalla partita giocata a South Beach.  

 

Come agli Europei  

Irving ha realizzato 23 punti ma il suo avversario diretto, Goran Dragic, ne ha firmati 27, penetrando per tutta la sera nell’area dei Celtics. Lo sloveno è tornato indietro di due mesi, alla fase finale degli Europei di Istanbul in cui era stato dominatore accanto ad una futura stella Nba come il 18enne Luka Doncic. Il Doncic della situazione, questa volta, è stato Dion Waiters, autore di 26 punti compreso un improbabile canestro da tre dopo che il pallone ha rimbalzato sul ferro e persino sulla parte alta del tabellone. Segno che questa non era la notte dei Celtics, che non perdevano da cinque settimane. A Boston non è bastata l’ennesima rimonta, questa volta dal -18 al -1 a 3’ dalla fine, perché Waiters ha segnato 6 punti (compresa la tripla con l’aiuto della Dea Bendata) per fermare la miglior squadra del primo mese della stagione. Una squadra arrivata in Florida acciaccata - con l’assenza di Gordon Hayward e i problemi al ginocchio di Marcus Morris - e stanca al punto da non punire gli errori altrui: Boston non ha segnato un singolo canestro sulle prime otto palle perse di Miami. Il cinismo è un’altra cosa.  

 

Allenamenti punitivi  

La vittoria contro Boston può costituire la svolta per Miami, che viaggia ancora sotto il 50% di vittorie, un cammino deludente per chi era stato illuso dalle 30 vittorie nelle ultime 41 sfide della scorsa stagione. Dopo l’umiliazione casalinga contro Indiana (un -25 domenica notte) Erik Spoelstra, uno dei pochissimi reduci dei titoli del 2012 e 2013, ha torchiato la squadra, con due allenamenti punitivi, con intensità da preparazione estiva. “Volevo che emergesse la nostra identità, e questa volta è successo, ma fin qui siamo stati troppo discontinui e sono costretto a chiedermi: quale volto mostreremo la prossima volta?” ha detto il tecnico degli Heat che dipendono dalle lune del centro Hassan Whiteside e dalla relativamente scarsa esperienza di tanti uomini della rotazione, come Tyler Johnson, Josh Richardson e Justise Winslow. La certezza viene dalla lontana Slovenia, e quando Dragic gioca come agli Europei, nemmeno Boston e Kyrie Irving possono spaventare gli Heat.  

 

Risultati della notte:  

Charlotte-Washington 129-124 dts, Cleveland-Brooklyn 119-109, Philadelphia-Portland 101-81, Atlanta-L.A. Clippers 103-116, Miami-Boston 104-98, New York-Toronto 108-100, Houston-Denver 125-95, Memphis-Dallas 94-95, Minnesota-Orlando 124-118, New Orleans-San Antonio 107-90, Oklahoma City-Golden State 108-91, Phoenix-Milwaukee 107-113 dts 

 

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