Famiglia avvelenata con il tallio, arrestato il nipote: “L’ho fatto per punire soggetti impuri”

Il 27enne Mattia del Zotto ha confessato il triplice omicidio della zia Patrizia e dei nonni Giovanni Battista e Gioia Maria

Giovanni Battista, 94 anni


Pubblicato il 07/12/2017
Ultima modifica il 07/12/2017 alle ore 18:24

Il veleno era nascosto nell’erba per gli infusi. Non in una classica bustina confezionata, da supermercato, ma in una miscela sfusa, custodita in una terrina nella casa dei due anziani ultraottantenni, gli ultimi ad accusare i sintomi dell’intossicazione. Risolto il giallo della famiglia avvelenata lo scorso ottobre a Nova Milanese, in Brianza con il solfato di tallio, metallo tenero e malleabile molto usato nel veleno per topi. A uccidere Patrizia Del Zotto, di 62 anni, e i due suoi anziani genitori, Giovanni Battista, di 94, e Maria Gioia Pittana, di 87, è stato il nipote Mattia Del Zotto, 27 anni.  

 

 

Il ragazzo è stato scoperto grazie alle tracce lasciate da un account di posta elettronica con il nome falso «Davide Galimberti» e dai tabulati del suo cellulare: così è stata ricostruita la trattativa con un’azienda chimica di Padova per l’acquisto del solfato di tallio. I carabinieri hanno poi trovato una mail in bozze in una casella di posta in cui Mattia Del Zotto chiedeva informazioni sul costo, l’arrivo della merce e l’addebito dell’Iva. A casa del ragazzo hanno trovato le ricevute dell’acquisto e le confezioni. Nella confessione, ha detto di aver ucciso «per punire soggetti impuri».  

 

 

Mattia vive da sempre a Nova Milanese insieme ai genitori, agli zii e ai nonni assassinati in una palazzina divisa in quattro appartamenti. «È sempre stato molto schivo e silenzioso, siamo davvero senza parole» il commento di una vicina di casa della famiglia. «So che è appassionato di informatica, andava in palestra, ma nulla di più» ha aggiunto un altro vicino. Ai carabinieri ha ammesso di aver agito in diversi momenti, continuando ad avvelenare gli elementi della famiglia per una questione di «opportunità». Le boccette comprate erano sei: l’ipotesi è che avesse intenzione di colpire anche i genitori.  

 

 

Oltre che del triplice omicidio, il ragazzo è l’autore dell’avvelenamento di altre cinque persone: il marito e la sorella di Patrizia Del Zotto, la badante dei due anziani, e infine, ultimi in ordine di tempo, i nonni materni del ragazzo, i coniugi Alessio Palma, di 83 anni, e Maria Lina Pedon di 81, suoceri del 55enne Domenico Del Zotto (il padre del giovane Mattia), ricoverati a metà novembre con gli stessi sintomi da avvelenamento.  

 

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La miscela incriminata è stata trovata in casa dell’ultima coppia finita in ospedale, i coniugi Palma-Pedon, suoceri di un altro figlio dei Del Zotto, Domenico, l’unico, assieme alla moglie, a non essere mai stato contaminato. Nell’abitazione i carabinieri di Nova avevano sequestrato la terrina nel corso dell’ultimo sopralluogo, per farla analizzare dagli esperti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, con sede a Torino. Al termine dell’accertamento, i chimici hanno riscontrato la positività al tallio in quantità superiore alla soglia minima di sicurezza.  

 

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