In crisi il colosso dell’edilizia Bgf di Champdepraz, licenziati 33 lavoratori su 60

Il portafoglio lavori per il 2018 è troppo esiguo.


Pubblicato il 20/12/2017
champdepraz

La scure dei licenziamenti si abbatte sulla Bgf Costruzioni Stradali di Champdepraz: 33 su 60 dipendenti. Una vicenda che colpisce uno dei colossi dell’edilizia valdostana: la Bgf di Gianluca e Federica Berger (figli di Luigi, fondatore dell'impresa edile in Bassa Valle). 

 

Che l’edilizia sia al collasso non è una novità, ma la notizia dei 33 licenziamenti è stata uno choc e aumenta la preoccupazione per i destini del settore. Dice Ezio Dufour, Fillea-Cgil: «La richiesta iniziale dell’azienda era di 36 licenziamenti. In fase di trattativa siamo riusciti a ottenere che fossero 33 su una forza lavoro di 60 dipendenti». 

 

Il motivo dei tagli è da ricondurre alla riduzione di appalti per il prossimo anno: «Il portafoglio lavori per il prossimo anno è molto risicato - dice Dufour - quindi la proprietà non è in grado di garantire ai 60 dipendenti la ripresa lavorativa. A casa vanno un po’ tutte le categorie: dagli addetti al movimento-terra ai muratori, dai carpentieri fino agli autisti». 

 

La doccia fredda ai lavoratori è arrivata venerdì mattina «ma la richiesta da parte dell’azienda di aprire la procedura di mobilità risale al 4 dicembre» spiega il segretario della categoria edili della Cgil. Che continua: «I 33 dipendenti vanno a casa con la procedura Naspi per due anni. L’impresa ha inoltre l’obbligo di reintegro invece che nei 6 mesi minimi, previsti dalla legge, nei 24 mesi». Quindi se entro due anni arrivassero appalti tali da obbligare l’azienda a nuove assunzioni, queste dovranno avvenire tra i 33 lavoratori licenziati. 

 

Dalle impressioni del sindacato si evince come «l’azienda abbia fatto questo passo perché non poteva fare diversamente. I lavoratori sono preoccupati, perché il mercato dell’edilizia in Valle d’Aosta offre pochissime prospettive. C’è gente che per 30 anni ha fatto quel lavoro e quindi logicamente non sa fare altri mestieri. C'è una preoccupazione generale per il futuro». Una preoccupazione che si riflette, è inevitabile, su tutto il panorama regionale dell’edilizia. «Ci sono due problemi - dice Dufour - la crisi generale che ha colpito il settore nel suo insieme a cui si aggiunge la diminuzione di appalti pubblici. Il bilancio regionale viene assorbito dalle spese correnti, quindi è chiaro che non ci sono più soldi, come prima, per gli investimenti». 

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