Nosiglia ai cancelli dell’Embraco: “Scriverò a papa Francesco”

Anche la Chiesa scende in campo al fianco dei 537 lavoratori in presidio dal 26 ottobre per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti di solidarietà


Pubblicato il 09/01/2018
Ultima modifica il 09/01/2018 alle ore 18:58
riva di chieri (torino)

Anche la Chiesa scende in campo al fianco dei 537 lavoratori della Embraco di Riva presso Chieri, in presidio dal 26 ottobre per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti di solidarietà. Oggi (martedì 9 gennaio) alle 10,30 il vescovo Cesare Nosiglia sarà ai cancelli della fabbrica accompagnato dai parroci del chierese. Nosiglia è staro invitato dai sindacati Uilm e Fiom che stanno portando avanti la difficile trattativa. E ha aderito immediatamente: «per esprimere concretamente e visibilmente la solidarietà sua e la vicinanza di tutta la Chiesa torinese ai lavoratori e alle loro famiglie».  

 

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La situazione dell’Embraco è sempre più complicata. L’azienda (proprietà dell’americana Whirlpool) non ha ancora presentato alcun piano industriale.  

 

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Le ragioni del disimpegno da parte della proprietà, secondo i sindacati, sarebbero da ricercarsi nel minor costo del lavoro che Whirlpool potrebbe spuntare in nuovi stabilimenti in Brasile, Cina, Europa dell’Est. «Ma è proprio questo tipo di globalizzazione senza regole – osservano i sindacati – a determinare l’impoverimento progressivo dell’apparato industriale italiano».  

 

 

UN ABBRACCIO DI SOLIDARIETA’  

Applausi, mani che cercano quelle del vescovo, Cesare Nosiglia in quello che è stato un abbraccio di solidarietà della Chiesa torinese verso gli operai della Embraco di Riva presso Chieri, spossati da 70 giorni di presidio e senza buone notizie in arrivo. L’incontro, voluto da Uilm e Fiom, è stato lungo e toccante. «Scriverò a Papa Francesco, chiederò udienza per voi» dice Nosiglia. Porta un po’ di speranza: «Il Signore, ricordate, può tutto». E di concretezza: «Chiederò un incontro con la Whirlpool, devono accettare il confronto. Speravo di vederli oggi ma non è stato possibile. Io voglio rispetto per questi lavoratori e queste famiglie. Hanno fatto tanto per questa azienda ora non possono essere messi da parte solo perchè ci sono delle difficoltà. Chiederò un appuntamento, voglio incontrare l’azienda. State tranquilli, farò tutto quello che posso». Gli operai ringraziano, applaudono. Arriva anche l’assessore regionale Gianna Pentenero. Per lei le stesse preoccupazioni, il silenzio insistente dell’azienda: «Continua a non dire nulla, aspettiamo che si muova il ministero. Noi siamo al vostro fianco, faremo tutto il possibile». Aspettano un segnale anche i sindacati: «E’ importante che sia arrivata una manifestazione di solidarietà anche da parte dell’arcivescovo di Torino» dicono Dario Basso e Vito Benevento della Uilm. Sottolineano però l’ennesima scorrettezza dell’azienda: «Ha rifiutato di incontrare qui l’Arcivescovo, nonostante la richiesta formalizzata dalla curia. Lancia in questo modo un ulteriore segnale di sfida e rottura nei confronti dei lavoratori e del territorio torinese». 

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