Borghi presenta il lavoro fatto in Parlamento tra fondi per la montagna e le periferie

Il deputato del Pd: “Peccato che saranno poi altri a vederne i frutti”

La conferenza stampa nella sede del Pd: da sinistra Giuseppe Grieco, Enrico Borghi e Stefano Costa


Pubblicato il 09/01/2018
Ultima modifica il 10/01/2018 alle ore 11:11
VERBANIA

È un anticipo di bilancio di fine mandato quello che il parlamentare ossolano Enrico Borghi traccia indicando i risultati ottenuti con il suo lavoro di proposte ed emendamenti alla legge finanziaria in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. A fare il punto insieme a lui ci sono Giuseppe Grieco, segretario Pd Vco, e Stefano Costa. Il presidente della Provincia è convinto si sia imboccata la strada per tornare gradualmente alla normalità nella gestione delle funzioni fondamentali degli enti intermedi, a cui la legge di bilancio nel 2018 assegna 438 milioni. Si sommano a 120 per la manutenzione delle strade provinciali e 30 per i 14 enti che - come il Vco - hanno presentato un piano di rientro del debito, causato dai pesanti tagli decisi dal governo negli ultimi anni.  

 

 

D’accordo, i tre, che si assiste a un’inversione di tendenza e chi assumerà la guida del Paese dovrà tornare sui passi della legge Delrio. «Non ho mai nascosto di non condividerla» ripete Grieco. «Adesso bisogna capire come i fondi assegnati alle Province verranno distribuiti: portare a casa una decina di milioni sarebbe già una gran cosa. Inclusa una quota maggiore rispetto all’attuale dei canoni idrici per i quali con la Regione sono in corso trattative guardando al futuro e un contenzioso con riferimento al passato» dichiara Costa.  

 

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Ma nella legge di bilancio varata sul filo dello scioglimento delle Camere - rimarca Borghi - è scritto anche molto altro in aiuto del sistema territoriale, soprattutto sul piano degli investimenti. Il deputato, sindaco di Vogogna, stila un corposo elenco. Si va dagli 850 milioni in tre anni per i Comuni non capoluogo di Provincia e con conti a posto a 160 per progetti di sviluppo per i piccoli paesi montani, dai 500 milioni in cinque anni per ampliamento delle capacità d’invaso e la messa in sicurezza di dighe a diversi interventi per stimolare l’economia di montagna. 

 

 

«L’effetto si farà sentire nel corso della prossima legislatura, quando politicamente ci saranno altri a raccogliere i frutti... sono le regole della vita» dichiara Borghi, tra scaramanzia e rassegnazione. «Come segreteria provinciale sosterremo con forza la candidatura di Borghi in una posizione adeguata per la riconferma in Parlamento» dice Grieco, ben sapendo che sarà dura. 

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