Bimbo di 5 anni colpito da emorragia cerebrale mentre nuota in piscina

La piscina dove il piccolo si è sentito male


Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 07:47
NICHELINO (torino)

Un bimbo di cinque anni è in coma farmacologico al Regina Margherita, dopo che martedì sera si è sentito male durante una lezione di nuoto all’interno della piscina di Nichelino. La diagnosi è emorragia cerebrale. Il piccolo è in rianimazione, la prognosi resta riservata. Un episodio che ha sconvolto l’intero staff del Centro Nuoto Nichelino, oltre ai tanti genitori che accompagnano i loro figli nell’impianto. 

 

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NELLA VASCA PICCOLA  

Il racconto di quanto successo lascia senza fiato per la rapidità con cui tutto è avvenuto. Il piccolo, secondo le ricostruzioni, aveva appena iniziato il consueto corso serale con gli istruttori e gli altri amichetti. Erano nella vasca piccola, riservata a quelli della sua età per avere maggiore controllo e sicurezza. Non stavano facendo particolare sforzi fisici, ma a un certo punto il bimbo ha richiamato l’attenzione dell’istruttore: non stava bene, aveva mal di testa. Si è appoggiato al bordo della vasca e a quel punto è stato fatto uscire dall’acqua per precauzione. Nella sala d’attesa c’era la mamma, che ha assistito alla scena. E’ andata a recuperare il figlioletto e si sono seduti tranquilli nei locali della segreteria, mentre aspettavano che uscisse anche il fratellino. A quel punto il piccolo ha cominciato a vomitare: subito si è pensato ad un attacco influenzale.  

 

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AL SANTA CROCE  

Era cosciente, rispondeva alle domande della mamma e del personale della piscina, ma era debole. Gli operatori del Centro Nuoto hanno immediatamente chiamato l’ambulanza per portare il bimbo ad un controllo al Santa Croce di Moncalieri, ma vedendo che la situazione non migliorava la famiglia ha deciso poco dopo di andare al Regina Margherita.  

Gli esami dei medici non hanno lasciato dubbi: aveva un’emorragia cerebrale e per lui è stato inevitabile il ricovero in rianimazione in attesa di vedere gli sviluppi nelle ore successive. 

 

CERTIFICATO IN REGOLA  

Il bimbo non è caduto e non ha urtato la testa contro il bordo vasca o altro. Stava nuotando tranquillamente con gli amichetti quando si è sentito male. Non avrebbe nemmeno mangiato nulla di strano prima di entrare in acqua: insomma ha tenuto il solito comportamento delle giornate in cui va in piscina. Con il certificato medico era in regola: al Centro Nuoto di Nichelino non si può nemmeno oltrepassare i tornelli se nel badge che viene consegnato agli utenti non è caricata la presentazione del documento del dottore. In più, almeno un genitore deve rimanere nella sala di attesa, in caso di emergenza. E mai come questa volta la misura è servita. «Quando è successo il fatto non ero presente, ma ho letto i report dei miei collaboratori e mi sono fatto raccontare dettagliatamente – spiega il presidente del Centro Nuoto, Piergiorgio Galea -, il bimbo stava praticando la normale attività, poi è stato male e le istruttrici lo hanno fatto uscire. Abbiamo subito prestato i primi soccorsi come si deve fare in questi momenti. Non c’è dubbio che vista l’età del bambino c’è preoccupazione e incredulità». 

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