“WhatsApp vietato a scuola”. Giro di vite contro i telefonini, i bulli subito segnalati in Questura

All’Iti il primo decalogo sugli smartphone, presto nuove regole in tutti gli istituti


Pubblicato il 13/01/2018
biella

L'uso di Whatsapp entra nel regolamento di istituto. Come anche il diffondere col cellulare immagini o filmati spregevoli e diffamatori, e il ricorso a strumenti digitali per affrontare un compito in classe. Quella che prima era qualche vaga prescrizione nel documento che detta le regole a scuola, e che prevedeva come punizione una semplice nota o una sospensione dalle lezioni, tra qualche mese si trasformerà in articoli puntuali e dettagliati. E saranno destinati a cambiare una volta per tutte le abitudini dei giovani che sempre più spesso finiscono con il compromettere il loro apprendimento, sconfinando a volte in fenomeni che rischiano anche di danneggiare per sempre la vita di adolescenti indifesi di fronte alla potenza del digitale. Il preside dell'Iti, Giancluca Spagnolo, non ha dubbi: «La scuola deve educare. Il telefonino oggi fa parte della vita dei nostri figli che con la nuova legge possono anche usarlo in classe come strumento didattico, se ritenuto utile dai docenti. A questo punto, però, qualche semplice riga nella quale si dice “Non è ammesso l'uso improprio di strumenti audio e video in classe” non è più sufficiente». 

 

Conseguenze

Il punto di partenza della modifica al regolamento di istituto è il cyberbullismo: «I ragazzi devono capire che ci sono dei limiti – continua Spagnolo -. Per questo motivo gli articoli ai quali stiamo lavorando distinguono l'utilizzo dello smartphone quando è richiesto dai professori per fare una ricerca da quando è usato invece per messaggiare e prendere in giro altre persone, oppure per copiare». Nel caso di episodi di cyberbullismo, tra le altre conseguenze, sarà anche prevista la segnalazione immediata al Questore. Allo stesso modo, per chi usa il cellulare per fare i compiti in classe le conseguenze non saranno più una semplice nota o una sospensione. Molta responsabilità verrà data agli insegnanti, che dovranno farsi garanti del rispetto delle regole: «Si deve porre un freno a quanto sta accadendo – afferma il preside dell’Iti -, e l'unico modo è dare un giro di vite deciso». 

 

Tempi

Per quanto riguarda l'Iti, il nuovo regolamento entrerà in vigore con molta probabilità già a marzo, appena sarà approvato dal consiglio di istituto. E farà da modello per la rivoluzione che coinvolgerà tutte le altre scuole: «Solo usando regole condivise possiamo frenare l'utilizzo improprio di questi strumenti tanto utili quanto pericolosi», conclude Spagnolo. 

 

 

 

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