Appello da Omegna per recuperare il vecchio ponte di Crusinallo

Lo storico Lino Cerutti: “E’ importante intervenire prima che sia troppo tardi”


Pubblicato il 13/01/2018
Ultima modifica il 14/01/2018 alle ore 19:14
OMEGNA

Da quel ponte passavano uomini e merci e con loro la storia industriale di Omegna. Adesso del ponte sul torrente Strona che collegava - ma potrebbe farlo ancora - Crusinallo con il quartiere Verta-Brughiere non parla più nessuno. Dimenticato ancora prima di essere abbandonato. Al ponte sono interessati solo alberi e arbusti che rischiano di minare la pur forte struttura. A lanciare l’allarme sullo stato di abbandono del vecchio, ma non troppo, manufatto è lo storico Lino Cerutti, lo stesso che per primo oltre un anno fa si interessò del ponte antico, struttura che metteva in collegamento Omegna con la valle Strona, e per il quale adesso è in corso il programma di recupero e restauro.  

 

 

«Non vorrei succedesse la stessa cosa anche con questo ponte, intervenire quando è troppo tardi e sta per andare a pezzi - spiega Cerutti -. Questa struttura è legata alla storia del Cusio e dell’industrializzazione del territorio. Venne costruito nell’Ottocento dalla cartiera che allora si chiamava “Maffioretti e soci” e occupava ben 725 persone. Serviva per il transito delle merci, dei carri e delle persone. Al servizio dell’azienda, ma come avveniva un tempo, era a disposizione dell’intera comunità».  

 

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Ideale per pedoni e ciclisti

Ora sarebbe ideale per pedoni e ciclisti che da Crusinallo potrebbero così raggiungere il centro Omegna senza percorrere la trafficata, e pericolosa, via IV novembre, e nello stesso tempo per chi risiede alle Brughiere o alla Verta sarebbe comodo per andare nella zona commerciale.  

«Ho di recente fatto ancora un sopralluogo per verificare lo stato in cui si trova - prosegue lo storico omegnese -, non sono un tecnico, ma l’impressione e che si tratti di un manufatto ancora solido. Bisogna pensare che è stato ricostruito dopo la “buzza” del maggio del 1926 che lo travolse portando via un paio di arcate. Il problema sono le erbacce e gli arbusti le cui radici si sono infiltrate nelle intercapedini tra un sasso e l’altro e potrebbero, a lungo andare, comprometterne la stabilità. Sarebbe un peccato perdere un’opera così significativa e che soprattutto potrebbe tornare a essere ancora utile». Un appello appassionato quello di Lino Cerutti che non cade nel vuoto. 

L’impegno del quartiere

«E’ un problema che sta a cuore anche a noi - afferma il presidente del consiglio di quartiere Verta-Brughiere Antonio Ribellino -, pochi mesi fa siamo intervenuti e con un gruppo dell’associazione Amici di Verta-Brughiere abbiamo fatto una energica opera di pulizia lavorando per una sessantina di ore. Ci siamo rivolti all’amministrazione comunale sollecitando un intervento per il recupero del ponte in versione pedonale per tre motivi: consentirebbe alla popolazione del quartiere percorrendo qualche centinaio di metri di servirsi della fermata del bus in via IV novembre, di recarsi in farmacia, che è dall’altro capo del ponte, e infine di poter utilizzare la stazione ferroviaria di Crusinallo». 

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