Perché rivisitare aglio e olio in salsa di peperoni?

«Ti dirò» è in via Cavour, 12B


Pubblicato il 14/01/2018
Ultima modifica il 14/01/2018 alle ore 10:58
TORINO

Qui è meglio parlarsi chiaro. Non è che in nome della materia prima, della cucina rivisitata, dell’esperienza unica, del legame con il territorio, di una spruzzata di etnicità e, sì, anche della gentilezza allora vale tutto. Soprattutto un conto over 100 (per due persone) con solo un paio di calici di vino.  

Il polpo e il suo fumetto al pepe di Sichuan è sfizioso e morbido il giusto (o quasi), ma che bisogno c’è di chiamare uno spaghetto aglio olio e peperoncino quando invece arriva una pasta alla salsa di peperone? «Rivisitata dallo chef» dice il menù. Certo, salsa di peperoni farebbe scappare chiunque e sarebbe pure sbagliato perché il piatto non è male, ma aglio, olio e peperoncino sono come zoffburgnichfacchetti: religione.  

«Ti dirò» di via Cavour 12B avrebbe tutto per farti passare una buona serata (locale, cortesia e qualità), sarebbe meglio però non tirare troppo la corda. Assaggiare un minuto prima del conto la zuppetta di frutta e verdura è una libidine, ma l’effetto, «ti dirò», dura davvero troppo poco.  

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