Al via il trasloco della Biblioteca civica di Casale al Castello

È la seconda del Piemonte per numero di volumi: 350 mila, nei prossimi giorni verranno trasferiti i primi 20 mila

La facciata del Castello di Casale con l’ingresso principale


Pubblicato il 22/01/2018
CASALE MONFERRATO

È la seconda Biblioteca del Piemonte con i suoi 350 mila volumi e collezioni preziose con più di mille «cinquecentine», 12 incunaboli e opere di pregio che vanno dal secolo XVII al XIX. Ora la Biblioteca civica di Casale, intitolata a Giovanni Canna, con sede a Palazzo Langosco, si prepara a trasferire i suoi «pezzi» più preziosi al Castello paleologo di manzoniana memoria (viene citato nei «Promessi sposi») dove la grande ala che corre al secondo piano intorno al primo cortile è stata via via recuperata e nei prossimi giorni si prepara ad accogliere i libri. È la realizzazione dell’originario progetto di recupero del Castello: dodici lotti previsti, con realizzazione finora del V e parte dell’VIII. E finanziamenti regionali di circa 3 milioni di euro proprio legati al trasferimento della Biblioteca, per fare del Castello un luogo vivo e frequentato dalla gente, obiettivo già perseguito con mostre d’arte e manifestazioni culturali di livello che vi si tengono costantemente.  

 

MAUFAC

 

L’iter per arrivare alla predisposizione dei locali adatti al trasferimento del patrimonio librario (circa 4 milioni di euro) è stato piuttosto laborioso per problemi legati all’impresa che aveva effettuato i lavori nel recupero di quella parte del Castello. È quella al secondo piano, che parte dalla scalone per raggiungere le sale Chagall sopra la Biblioteca ragazzi e Ragazze «Luzzati», per arrivare alla parte sopra l’androne d’ingresso di piazza Castello e sopra l’Enoteca. 

 

«In questa prima fase - dice Roberto Botta, direttore della Biblioteca - saranno trasferiti circa 20 mila libri: gli incunaboli, il fondo fotografico Negri (divenuto patrimonio della Biblioteca nel 1960), il fondo Hugues, le mappe dell’ex Eternit, carte storiche dell’800 e il Fondo Ottavi». 

 

FEDCAS

 

Il trasferimento costituisce la soluzione di un altro problema: i carichi troppo pesanti sulle solette dell’attuale sede della Biblioteca a Palazzo Langosco (nella foto), perché tutta la parte sopra i saloni è occupata da magazzini pieni di libri, oggetto di visite guidate quando si aprono le porte ai visitatori. 

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