Il ciclismo non favorisce lo sviluppo di disfunzione erettile


Pubblicato il 22/01/2018

Prima s’è scoperto che non aumenta il rischio di ammalarsi di tumore del testicolo. Adesso che non mette a repentaglio la potenza sessuale dell’uomo, dopo che alcune pubblicazioni avevano avanzato l’ipotesi che il ciclismo potesse favorire lo sviluppo della disfunzione erettile.  

 

Le due ruote incassano così un nuovo voto a favore, da uno studio pubblicato sul «Journal of Urology», in cui la salute dell’apparato genito-urinario di un gruppo di ciclisti è stata paragonata con quella dei nuotatori e dei runner. Risultato: 0-0, in entrambi i casi. Dalla comparazione non è infatti emersa alcuna distinzione tra i due campioni. «I benefici legati all’utilizzo della bicicletta superano di gran lunga i potenziali rischi», hanno messo nero su bianco gli autori della ricerca, dopo aver intervistato oltre quattromila uomini sportivi: ciclisti, nuotatori e corridori provenienti dal Canada, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda.  

 

Potenza sessuale e urinaria invariate  

Distribuendo loro una serie di questionari, gli urologi sono arrivati a determinare lo stato di salute sessuale e urinaria degli adulti arruolati nello studio. Non sono emerse differenze significative, se non una maggiore predisposizione dei ciclisti a sviluppare la stenosi dell’uretra, il canale che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno: passando per la prostata e il pene.  

 

Questa condizione, nel tempo, può determinare un aumento della resistenza al flusso di urina o sperma e richiedere il trattamento chirurgico per ripristinare un diametro sufficiente del canale. Nessuna differenza è emersa nemmeno valutando l’intensità della pratica ciclistica: tra sportivi ad alta intensità e amatori la ricorrenza del problema era del tutto comparabile. Difficile al momento stabilire anche se l’intorpidimento dei genitali segnalato sovente dai ciclisti possa essere la «spia» di problemi futuri.  

 

La condizione è comunque stata segnalata più spesso dai ciclisti occasionali, mentre è risultata meno ricorrente al crescere del tempo trascorso sui pedali. Ovvero: più tempo si trascorre sul sellino, meno frequente è la perdita di sensibilità a livello dei testicoli. 

 

I benefici del ciclismo per la salute  

Quanto osservato ha permesso a Benjamin Breyer, urologo dell’Università della California e coautore della ricerca, di affermare che «il ciclismo offre enormi benefici cardiovascolari e un basso impatto sulle articolazioni». L’occasione è propizia anche per rispolverare le conclusioni di un lavoro apparso sulle colonne del «British Medical Journal» durante la scorsa primavera. Al termine dell’indagine epidemiologica i ricercatori dell’Università di Glasgow avevano notato come l’uso delle due ruote anche per raggiungere il luogo di lavoro - una delle forme di pendolarismo attivo - fosse legata a una minore incidenza di tumori e di malattie cardiache. L’inverno è nel pieno, ma la salute va coltivata giorno per giorno: anche con una pedalata.  

Twitter @fabioditodaro  

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