Vera, vittima delle tragedie del Novecento, si racconta alla Cooperativa Arcobaleno


Pubblicato il 23/01/2018
Ultima modifica il 23/01/2018 alle ore 08:47
torino

«Mi chiamo Vera e ho due storie: mio nonno fu ucciso ad Auschwitz, mia figlia morì su un volo della morte in Argentina. Per entrambi non c’è tomba». È un’immane tragedia quella di Vera Vigevani Jarach, testimone di due tragedie che hanno segnato il Novecento e l’intera storia dell’umanità: la Shoah e la repressione della dittatura argentina nella quale nel 1976 perse la vita la figlia, Franca.  

 

Vera Vigevani Jarach diventerà il primo «Volto» di Arcobaleno, riconoscimento che la cooperativa assegnerà di anno in anno a chi, nel proprio percorso, diffonda i valori di equità, giustizia e difesa dei più deboli, fondamenta della cooperativa sociale.  

 

Sarà lei stessa martedì 23 gennaio a raccontare. in via Paolo Veronese 202 alle 16,45 (ingresso libero) - la sua storia di giovane ebrea scappata in Argentina per sfuggire all’Olocausto, per poi perdere la figlia a causa di un’altra feroce dittatura: la ragazza aveva 18 anni e il suo corpo fu inghiottito dal mare in cui era stata gettata con altri oppositori al regime di Videla nei voli della morte. Con lei dialogherà il presidente della cooperativa sociale Arcobaleno e la giornalista Irene Zerbini.  

 

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