Allattate al seno almeno per 6 mesi: i benefici sono comprovati

Ricerca del centro Kaiser Permanente di Oakland in California dimostra associazione fra durata dell’allattamento e ridotto rischio di sviluppare diabete e tumore alla mammella
LAPRESSE


Pubblicato il 07/02/2018
Ultima modifica il 07/02/2018 alle ore 10:33

Allattare al seno, come raccomanda l’Organizzazione Mondiale della Sanità in maniera esclusiva per i primi sei mesi di vita di un figlio, fa bene: al bambino, ma pure alla mamma che, oltre a ridurre il rischio di sviluppare un tumore al seno vede calare anche le probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2 almeno fino all’avvento della menopausa.  

 

Questo è quanto ha dimostrato un gruppo di ricercatori del centro di ricerca Kaiser Permanente di Oakland, in California. Dallo studio, pubblicato sulla rivista «Jama Internal Medicine», è infatti emersa «una forte associazione tra la durata dell’allattamento e il ridotto rischio di sviluppare il diabete, anche dopo aver considerato gli altri potenziali fattori di rischio». 

 

Rischio di diabete dimezzato per chi allatta (almeno) per sei mesi  

A parlare è la prima firma della ricerca, l’epidemiologa Erica Gunderson, che al Kaiser Permanente si occupa di studiare l’impatto a lungo termine della gravidanza e dell’allattamento sulla salute delle donne. L’esito dell’ultimo studio da lei coordinato dà sostanza a un’evidenza già emersa, ma in maniera mai così definita. Nelle donne che allattano al seno per sei mesi, la riduzione del rischio media è risultata pari al 25 per cento.  

 

Quota quasi raddoppiata (47 per cento) tra coloro che invece hanno preferito andare oltre, allattando i propri figli anche nel corso dello svezzamento. A queste conclusioni i ricercatori sono giunti dopo aver osservato per oltre trent’anni 1200 donne tra i 18 e i 30 anni: nessuna delle quali diabetica al momento dell’inserimento nello studio e di conseguenza prima delle rispettive gravidanze. 

 

Nel corso del lungo periodo di osservazione, tutte hanno avuto almeno un figlio. I controlli successivi - durante i quali sono stati monitorati anche la dieta e il tempo dedicato all’attività fisica - hanno svelato l’effetto protettivo dell’allattamento: sovrapponibile tanto tra le donne bianche quanto tra quelle nere, che a differenza delle prime convivono però un rischio più alto di sviluppare il diabete. 

 

I benefici per la salute della donna  

Le nuove scoperte si aggiungono a un crescente numero di prove che sostengono come l’allattamento al seno abbia effetti protettivi sia per le madri, sia per la prole

 

D’altra parte, aggiunge Gunderson, «l’incidenza del diabete è diminuita in modo graduale di pari passo con l’aumento della durata dell’allattamento: indipendentemente dalle origini della donna, dall’aver avuto o meno il diabete gestazionale nel corso della gravidanza, dallo stile di vita adottato e dalla presenza di altri fattori di rischio metabolici».  

 

Sono diversi i possibili meccanismi biologici alla base dell’effetto protettivo giocato dall’allattamento al seno: compresa l’influenza degli ormoni associati alla lattazione sulle cellule pancreatiche che controllano i livelli di insulina nel sangue e quindi influenzano la glicemia. 

Twitter @fabioditodaro  

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