“Mamma ti ascolto”, un telefono in soccorso dei genitori in ansia

L’iniziativa di Children’s Advocate Onlus per dare supporto

Il pianto del bimbo è un mistero che getta i genitori nel panico


Pubblicato il 13/02/2018
Ultima modifica il 13/02/2018 alle ore 15:49
torino

Aiuto, il bambino piange. Oppure, mangia poco. O mangia troppo. Dopo i blog di mamme per scambiare esperienze, da oggi in soccorso dei grandi dubbi dei genitori è attiva la linea telefonica «Mamma ti ascolto» allo 011.19321896 (mail mammatiascolto@virgilio.it ), un’iniziativa sociale e culturale gratuita, ideata dall’associazione Children’s Advocate Onlus che ha fra i suoi scopi statutari di adoperarsi per la tutela del benessere e della qualità della vita del bambino.  

 

IL VERO BENESSERE  

«Chi oggi ha il compito-dovere di occuparsi della salute del bambino - genitori, medici, esperti - deve prendere in considerazione tanti tipi di salute che, nel loro insieme, costituiscono il vero benessere del bambino», spiega il professor Giuseppe Ferrari, primario emerito di Neonatologia e Pediatria dell’Ospedale Mauriziano, animatore del progetto al quale partecipano medici di diverse specialità utili ai bambini, assistenti sociali, legali e persino un bioeticista. Ferrari, che ha al suo attivo manuali di successo come «Mamma in tre ore. Come sopravvivere senza ansie alla nascita del bebè» o «I bambini crescono nonostante gli adulti», elenca i dieci i tipi di salute dei piccoli: «Fisica, psicologica, intellettiva, morale, familiare, scolastica, sociale, comunicativa, sportiva, ambientale. Tutti vanno presi in considerazione. Oggi il traguardo della salute fisica dei bambini è stato praticamente raggiunto: basti pensare che la media della degenza negli ospedali infantili è di 4,47 giorni, con grosse percentuali di degenze brevi e una ridotta percentuale di bimbi veramente malati che necessitano di cure importanti. Ma, nonostante i dati rassicuranti, l’approccio alla salute del bambino non è ancora aderente sul piano organizzativo e culturale alle esigenze attuali». Il nuovo servizio vuole dare un contributo alla svolta. 

 

VERSO GLI ANTICORPI  

Quanti genitori disperati continuano a correre inutilmente al pronto soccorso con tanto stress, spreco di energie e risorse. «Oggi i genitori considerano ancora come seriamente malati quei bambini che, iniziando l’asilo o la scuola materna, cioè all’ingresso in comunità, soffrono di ricorrenti raffreddori, febbri, tossi, tonsilliti, otiti. Questi bambini in realtà stanno vivendo una importante tappa della crescita, la “socializzazione immunologica”: stanno formando i loro anticorpi», osserva il pediatra. «Basterebbe spiegare ai genitori che questi banali disturbi dei loro bambini sono naturali, normali e benigni». Invece, le conseguenze sociali non si contano: per i bambini, richiesta di farmaci (antibiotici, cortisonici e così via), privazioni (di attività sportive, giornate di scuola), per i genitori difficoltà di organizzazione, per gli ospedali sovraccarico.  

 

RISPOSTE CHIARE  

«Bisogna dare corrette ed esaurienti informazioni alle mamme e ai papà - dice Ferrari-, che è poi l’obiettivo di “Mamma ti ascolto”: fare informazione e cultura su tutti i problemi relativi al benessere dei bambini, sui dieci tipi di salute di cui dicevamo». Quando i problemi riguardano quegli specifici ambiti, spesso le mamme vengono indirizzate a più specialisti. «Fare la sintesi diventa difficoltoso, così cadono nell’ansia fino a quando trovano qualcuno autorevole che le rassicuri», dice il pediatra. «”Mamma ti ascolto” - prosegue - è a disposizione con linguaggio chiaro, non tecnico, alle domande vagliate dal team la risposta arriverà in un arco di tempo da uno a tre giorni». Sarà un servizio utile anche per superare le difficoltà che incontrano le famiglie straniere. «Non bisogna pensare però a “Mamma ti ascolto” - raccomanda Ferrari - in caso di emergenze sanitarie: non è questo il suo scopo. Febbre alta, dolori acuti, dispnee, convulsioni, traumi sono di stretta pertinenza medico-ospedaliera». La linea telefonica va consultata per chiarirsi le idee e togliersi paure. «Noi - conclude il medico - vogliamo fare cultura per il benessere del bambino».  

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