Nel futuro dei musei civici di Domodossola una possibile alleanza tra pubblico e privato


Pubblicato il 13/02/2018
Ultima modifica il 13/02/2018 alle ore 13:38
DOMODOSSOLA

È un progetto che potrebbe suonare ambizioso e promette di rivoluzionare la gestione dell’offerta artistica a Domodossola. Il patrimonio conservato nei musei civici è tanto ma poco fruibile (le visite sono su prenotazione tranne per le mostre permanenti) e in futuro potrebbe essere una fondazione a partecipazione mista tra pubblico e privato a gestirlo. L’idea è stata lanciata dall’assessore alla Cultura Daniele Folino durante la presentazione della Fondazione Paola Ruminelli che ha portato in dote quasi 3 milioni di euro da investire nella promozione culturale di Domodossola

 

 

Una scelta di data non casuale «perché il soggetto privato potrebbe essere proprio questo nuovo ente - spiega Folino -. E’ un’ipotesi innovativa e rivoluzionaria che già avevo in mente nel 2003, ma in quegli anni i tempi non erano ancora maturi. Ho provato a lanciare questa proposta alla fondazione avendo essa come oggetto sociale la promozione culturale».  

 

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La spinta a trovare una soluzione per investire sui musei civici è data anche dagli interventi a Palazzo San Francesco. I lavori per sistemare primo e secondo piano erano già stati annunciati: quando il prossimo anno saranno terminati si avrà a disposizione un palazzo a tre piani che rappresenterà il polo museale principale della città.  

 

 

Palazzo San Francesco

Il piano terrà sarà dedicato alle mostre temporanee, il primo alla collezione dei dipinti della scuola vigezzina e l’ultimo ai reperti della collezione Galletti. Il primo passo è stato fatto l’anno scorso nominando Antonio D’Amico curatore dei civici musei che ha curato la mostra del Comune «Have a nice time: da Kounellis a Shiota» e per la famiglia Poscio «Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano».  

 

 

«Avremo una sede museale con grandi potenzialità ma non potremo disporre del personale interno per gestirla - continua Folino -. Creando invece un nuovo soggetto si garantirà una qualità della proposta non indifferente. Nei prossimi mesi presenterò un progetto ufficiale e se tutto andrà bene in un paio d’anni l’operazione potrebbe essere conclusa». Intanto bocche cucite sulla prossima mostra che ospiterà Palazzo San Francesco al piano terra. 

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