Verbania, addio all’imprenditore che per trent’anni aveva guidato la Tubor

Ezio Giè aveva 60 anni: con il fratello Giovanni era titolare della fabbrica di caloriferi

Ezio Giè aveva 60 anni


Pubblicato il 13/02/2018
Ultima modifica il 13/02/2018 alle ore 11:35
VERBANIA

Un malore tra le nevi di Andalo, in Trentino, dove si trovava per lavoro. È morto così l’imprenditore verbanese Ezio Giè, conosciuto per essere stato a lungo, insieme al fratello Giovanni, titolare della Tubor, la storica fabbrica di caloriferi. Aveva 60 anni. La sua scomparsa ha destato commozione a Verbania e a Ghiffa dove abitava con la moglie Roberta che lo ricorda così: «Un uomo altruista e generoso che ha aiutato tante persone». E così lo ricorda anche l’associazione «Amici del campanile» a Intra. «Un gran lavoratore, avrebbe potuto anche non fare più niente, ma non ce la faceva a stare fermo» racconta il fratello Giovanni col quale aveva guidato la Tubor dai primi Anni 70 a metà Anni 90, occupandosi della parte commerciale. I due fratelli erano succeduti al padre Giulio che aveva fondato la fabbrica con due soci stranieri.  

 

 

L’azienda nata come Carpenteria Verbano, con sede nella zona vicino all’attuale Centro San Francesco, trovò la propria strada nel settore dei caloriferi e si trasferì a Santino dove arrivò ad avere oltre 200 dipendenti con mercati in Austria e in Germania e poi in Italia. A metà Anni 90 il declino quando però i fratelli Giè aveva già ceduto l’attività. Il funerale sarà celebrato domani - mercoledì 14 - alle 15 nella chiesa di Madonna di Campagna a Pallanza. Ezio Giè, oltre alla moglie, lascia i figli Filippo e Martina con le rispettive famiglie 

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