Seppiana, la parrocchia dovrà restituire gli angioletti contesi

Rubati nel 2010 erano stati riconsegnati a don Luigi Tramonti: ma ora il tribunale di Modena ha stabilito che debbano tornare all’ultimo acquirente

Uno dei due angioletti della chiesa di Santa Lucia a Zonca, nella parrocchia di Seppiana


Pubblicato il 13/02/2018
borgomezzavalle

«Non riesco ancora a crederci: il giudice ha stabilito che gli angioletti che erano stati rubati nella chiesetta di Zonca debbano essere restituiti all’ultima persona che li aveva acquistati. Che giustizia è?». C’è dell’incredulità nelle parole di don Luigi Tramonti dopo aver appreso la decisione del tribunale di Modena. «E’ arrivata la comunicazione dopo che a fine gennaio siamo stati in udienza in camera di consiglio per opporci alla richiesta. Il giudice si è riservato del tempo, ma questa decisione ha dell’incredibile» dice il sacerdote. Più cauta l’avvocato Maria Grazia Medali che segue per la parrocchia di Seppiana il caso: «Sono ancora in corso delle verifiche, può essere che tra qualche giorno ci siano delle novità» dice il legale. 

 

Tutto iniziò però nel 2010 quando alcuni ladri si erano intrufolati nell’oratorio di Santa Lucia a Zonca a mezz’ora di cammino da Montescheno, ma nella parrocchia di Seppiana. Tagliando le inferriate erano riusciti a entrare sottraendo due angeli dall’altare, conservati proprio nella chiesetta dalla fine del Settecento. Scattata la denuncia, gli oggetti sacri erano stati recuperati l’anno scorso dai carabinieri di San Benedetto del Tronto all’interno di un’operazione che ha anche individuato altre opere d’arte rubate in Piemonte. Erano poi stati consegnati a don Luigi Tramonti e rimessi al loro posto, ma prima di Natale è arrivata la richiesta del collezionista che li aveva acquistati e ora voleva riaverli indietro. È seguita l’opposizione di fronte al giudice e infine l’ultima decisione.  

 

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«Non si mette in dubbio siano i nostri angioletti ma il giudice, così come la legge, dà ragione all’ultimo possessore in quanto ha sostenuto e provato di aver acquistato le statuine in buona fede e a pieno titolo da un mercato d’antiquariato - dice don Luigi -. Come facciamo ad avere leggi simili? Cosa c’entra la buona fede, rimangono pur sempre degli oggetti rubati che sono senza ombra di dubbio della nostra parrocchia». Per don Luigi la cosa però non si fermerà qui. «Ora voglio che si interessino anche la curia di Novara e i responsabili dei beni culturali. Come posso dire alla comunità della perdita di due oggetti sacri che hanno da sempre rappresentato un patrimonio della parrocchia? La trovo una grande ingiustizia» conclude don Luigi. 

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