“Il terreno del Piola è minuscolo”. Ma è più grande del Camp Nou

La frase polemica del tecnico del Brescia e il tweet dell’attore Alessandro Gassmann fanno arrabbiare i tifosi della Pro


Pubblicato il 13/02/2018
vercelli

Parole in libertà, si diceva una volta. Nell’epoca dei social si preferisce usare il termine «fake news», ma il concetto è lo stesso. Una trappola nella quale sono caduti un uomo di sport, Roberto Boscaglia, allenatore di calcio esonerato e poi richiamato dal Brescia, e uno di spettacolo, Alessandro Gassmann, attore e regista molto cinguettante via twitter sugli argomenti più disparati. Denominatore comune delle due infelici uscite quasi contemporanee è lo stadio Piola. 

 

Boscaglia dopo il (brutto) pareggio tra Pro Vercelli e Brescia: «È impossibile giocare su un campo stretto e piccolo così». In Italia si dice che se non sai vincere - un’elezione, una sfida sportiva o qualunque altra contesa - è importante trovare velocemente una giustificazione, qualunque essa sia. Detto e fatto: la colpa sarebbe delle dimensioni del terreno di gioco e non della brutta prestazione offerta dai lombardi (e dai vercellesi).  

 

Un rapido e semplice giro su Google e Boscaglia viene smentito. Oggigiorno in tutta Europa si tende a disegnare campi che misurano 110 metri di lunghezza e 68 di larghezza. Qualche esempio? Sono così gli stadi Allianz Stadium (Torino sponda Juve), Grande Torino (Toro), Meazza (Milano), Olimpico (Roma), San Paolo (Napoli) e, in Europa, Wembley (Londra), Bernabeu (Madrid), Camp Nou (Barcellona) e Allianz Arena (Monaco di Baviera).  

 

LAPRESSE

 

Il nostro Piola ex Robbiano, metro a nastro alla mano, misura 110 metri di lunghezza per 68,5 di larghezza. Sorpresa: il terreno di gioco è tra i più grandi d’Europa, non un campetto di periferia dove gli squadroni si sentono soffocare e per questo mancano il facile appuntamento con la vittoria. E i tifosi reagiscono con ironia, proponendo sui social che il prossimo anno Pro-Brescia si giochi sulla pista dell’aeroporto Del Prete, aviatore dei tempi eroici come lo fu Robbiano. 

 

Non è un campetto e neppure il cortile di un condominio come lo definisce Alessandro Gassman in un cinguettio postato sul suo profilo ufficiale @GassmanGassmann: «Ci sono degli stadi in serie B...la ProVercelli (scritto proprio così, ndr) gioca praticamente in un condominio...#leinfrastrutture». Un commento di cui francamente si sentiva la mancanza. Il Piola risale agli Anni Trenta e, come tutti gli impianti dell’epoca, con il tempo è finito circondato dalle case. Succede a Vercelli e in tutta Italia, anche in Serie A, anche in partite della Nazionale, di vedere tifosi che seguono la partita dai balconi senza che nessuno ironizzi. 

 

Val giusto la pena di aggiungere che la tribuna del Piola, con le sue colonne liberty in ferro battuto, è forse il miglior esempio di architettura sportiva dell’epoca tanto da meritarsi la considerazione (e i vincoli) della Sovrintendenza. Un monumento in perfetto stato di conservazione. Magari si potesse dire altrettanto, per esempio, dello stadio Flaminio di Roma, opera del celebre ingegnere Pier Luigi Nervi, che sta crollando dopo anni di abbandono. Forse sono quelle #leinfrastrutture che meritano attenzione e attenzioni delle celebrità. 

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