Nencini: “Su Craxi Renzi ha fatto una battuta infelice”

Il segretario del Psi sull’uscita di ieri a Otto e mezzo: il paragone con Di Maio? È come accostare le mere e le mele
ANSA

Riccardo Nencini


Pubblicato il 13/02/2018
Ultima modifica il 13/02/2018 alle ore 18:00

Uno degli alleati più allineati al Pd, il segretario del Psi Riccardo Nencini, stavolta “riprende” Matteo Renzi: «Equiparando Di Maio a Craxi, il leader del Pd ha fatto una battuta infelice. Si tratta di soggetti non paragonabili. E’ come accostare le mere e le mele. Di Maio è uno sgrammaticato, Craxi è stato uno statista». 

 

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Uno status, quello di statista, sul quale pesa la decisione di Craxi di sottrarsi al giudizio dei tribunali del suo Paese…  

«Resta il fatto che Craxi è annoverabile tra gli statisti della stagione contemporanea. Come dimostrò tra il 1983 e il 1987. Dando slancio alla nuova Ue, con personalità come Kohl, Mitterrand, Gonzalez. Dando corpo ad una politica estera atlantica ma autonoma. Riscoprendo il riformismo mentre altri pensavano che il comunismo sovietico fosse riformabile sotto Gorbaciov. Aprendo una nuova stagione della revisione riformista, successivamente ripresa da Blair e Schroeder. Oggi la sinistra stenta proprio perché manca quella spinta». 

 

Renzi è sempre stato attento a non lasciarsi accostare a Craxi, neppure nella sua versione decisionista…  

«Sì ma ora leggo che si è scusato per la battuta di ieri…». 

 

Ma la lista Insieme, della quale fanno parte socialisti, verdi e prodiani, fatica a rivendicare quella identità e si fatica a coglierne una…  

«Non è Insieme che fatica, è il sistema informativo che fatica a riconoscere diritto di cittadinanza ad una Lista che avrà un risultato oltre ogni attesa». 

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