Rubata la pietra d'inciampo davanti alla Certosa Reale di Collegno: “La rimetteremo presto”

Il buco sul terreno dopo il furto della pietra d’inciampo


Pubblicato il 14/02/2018
Ultima modifica il 14/02/2018 alle ore 12:16
collegno

Rubata ieri pomeriggio, martedì 13, la «pietra d’inciampo» in via Martiri XXX Aprile a Collegno, davanti all’ingresso della Certosa reale. La scomparsa della pietra, posata un mese fa, per ricordare Massimo De Benedetti, deportato nel campo di sterminio di Auschwitz, dove è morto il 31 ottobre 1944, è stata scoperta nel pomeriggio dagli uffici tecnici comunali. «La memoria di Massimo De Benedetti sarà ripristinata nel più breve tempo possibile - dichiara il sindaco Francesco Casciano - e di nuovo affermeremo la vittoria dei valori della nostra Costituzione sulla barbarie nazifascista. Un gesto vile in un periodo complicato con rigurgiti neofascisti che sconfiggeremo ancora con la forza di una comunità e di una società che non accetterà disegni criminali senza se e senza ma».  

 

PATROM

La pietra d’inciampo rubata  

 

E ieri sera, insieme al vicepresidente dell'Anpi di Collegno, Ezio Bertolotto, si è recato dove è stata asportata la pietra di inciampo realizzata e posata dall’artista tedesco Gunter Demnig. «Il furto a Collegno della pietra d’inciampo intitolata a De Benedetti - dice sdegnato Nino Boeti, presidente del Comitato Resistenza e Costituzione -, è un atto vile e sconcertante. Forse si tratta della bravata di uno stupido. Forse di un ulteriore grave segnale della follia antisemita che sta attraversando il nostro Paese, ma sappiano i ladri, vandali o neofascisti che siano, che quella pietra noi la rimetteremo di nuovo. E così faremo ancora e ancora. Perché la memoria non si ruba». 

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